Il clima del futuro sarà quello del passato

Niente più ghiaccio ai poli e temperature elevate su tutta la superficie terrestre, come nell’epoca dell’Eocene. Ecco come il cambiamento climatico ci porterà nel passato. La causa? La concentrazione di Co2

Il 18 aprile 2017 è una data che purtroppo non può essere ricordata con piacere: si tratta infatti del giorno in cui il Mauna Loa Observatory, la stazione di rilevamento dell’anidride carbonica più antica del mondo, ha rilevato un valore superiore a 410 parti per milione. Si tratta di un dato allarmante, che indica una concentrazione di Co2 nell’atmosfera che la Terra non aveva non da decenni, ma da milioni di anni.
A questo va aggiunto il dato raccolto direttamente dalla NASA, secondo cui la concentrazione di Co2 nell’atmosfera sta crescendo 100 volte più rapidamente rispetto alla fine dell’ultima era glaciale.

 

Sarà questa la nuova “normalità”? Cosa succederà in futuro?
Come spiegato da James Anderson, professore ad Harvard di Chimica Atmosferica, innanzitutto questo stato delle cose, a lungo andare, provocherà il ritorno ad un clima terreste come quello di 33-55 milioni di anni fa: quando sulla Terra non era presente più ghiaccio, nemmeno ai poli, e le temperature tra zona equatoriale e polo nord erano pressoché uguali.

L’epoca a cui facciamo riferimento è quella dell’Eocene. Un tempo estremamente remoto, in cui i mari e gli oceani avevano temperature superiori a quelle di oggi, anche di 10°C, e in cui il vapore acqueo nell’atmosfera, presente in grandi quantità, causava tempeste molto violente. Estremamente remoto dicevamo, ma forse più vicino di quanto si pensi, viste le considerazioni di Anderson.

Secondo lo scienziato poi questa situazione è quasi irrecuperabile, a meno che l’industria attuale non si trasformi completamente e a meno che non vengano intraprese azioni davvero impattanti allo scopo di ridurre la concentrazione di Co2 nell’atmosfera.

In un mondo in cui l’innovazione e le nuove tecnologie rivestono un ruolo davvero importante, con un occhio sempre al futuro, siamo pronti a guardare anche a quello dell’ambiente, per non rischiare un balzo, invece, nel passato?

 

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