Da Bonn solo uno sguardo verso la Polonia

Nella COP 23 piccoli passi in direzione del taglio delle emissioni di gas ed effetto serra

Una COP, la numero 23, organizzata in Germania, contrassegnata dall’eclatante assenza degli Stati Uniti e con sguardo sulla Polonia, che ospiterà la COP 24 nel 2018. Ci sono più ombre che luci nel quadro che si è delineato alla Conferenza Mondiale delle Nazioni Unite sul clima che si è svolta a Bonn: poche decisioni drastiche, alcuni aggiustamenti sulle scelte fatte a Parigi nel 2015 e a Marrakech nel 2016 ma anche qualche titubanza e un malcelato timore per quanto potrà succedere tra dodici mesi a Katowice, con la Polonia che farà di tutto per difendere le proprie miniere di carbone.

 

Non è arrivato il previsto manuale delle regole per monitorare le emissioni dei singoli Paesi e l’efficacia delle azioni su cui si sono impegnate le singole nazioni a Parigi due anni fa. Tutto rinviato al 2018. Mentre è stato deciso che l’Adaptation Fund, il fondo che finanzia progetti di adattamento nei paesi in via di sviluppo particolarmente vulnerabili agli effetti negativi dei cambiamenti climatici previsto dal Protocollo di Kyoto, entri a far parte dell’Accordo di Parigi, come richiesto dagli stessi paesi emergenti. Non sarà invece inclusa nell’accordo la compensazione per danni causati da eventi estremi, come chiesto dai paesi industrializzati.

 

Piccoli passi, non determinanti ma quantomeno in linea con il percorso tracciato verso il taglio delle emissioni: senza gli Stati Uniti sono state Francia e Germania a presentarsi con i leader Macron e Merkel.

A fare da contraltare alle indicazioni sul futuro normativo delle emissioni e alla lentezza della burocrazia ci sono i dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE): nel 2040 l’elettricità rappresenterà il 40% della crescita della domanda energetica totale, la Cina e l’India aggiungeranno al proprio sistema elettrico infrastrutture pari, rispettivamente, all’odierno sistema elettrico degli Stati Uniti e dell’Europa, le rinnovabili costituiranno il 40% dell’incremento della domanda primaria e cattureranno i 2/3 degli investimenti totali delle centrali elettriche. Entro lo stesso anno le auto elettriche, infine, passeranno dagli attuali 2 milioni a 280 milioni.

Secondo le previsioni dell’ultimo report del Bloomberg New Energy Finance  le rinnovabili andranno a rimpiazzare il carbone, mentre petrolio e, soprattutto gas naturale, resteranno importanti. Basterà per avere emissioni del sistema energetico mondiale sufficienti a contenere la crescita della temperatura nei 2°C previsti? Non è possibile saperlo ma certo la strada da fare è più in salita che pianeggiante.

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