Quanto è circolare la nostra economia? Ce lo dice una ricerca dell’Eurostat

Ultimamente si parla molto di economia circolare, cioè quell’economia in cui i prodotti di oggi sono le risorse di domani. È un tipo di economia (o meglio, un modo di intendere l’economia) in cui, per dirla secondo la definizione che ne ha dato il Ministero dell’Ambiente, “il valore dei materiali viene il più possibile mantenuto o recuperato, in cui c’è una minimizzazione degli scarti e degli impatti sull’ambiente”. Vale a dire che le risorse utilizzate provengono il più possibile dal riuso di quelle che, avendo già compiuto un ciclo di vita, nel vecchio sistema economico sarebbero state classificate come rifiuti ma invece vengono reimmesse nel ciclo produttivo, mentre vengono inoltre minimizzati gli sprechi.

 

La plastica riciclata diventa una nuova materia prima e viene reimmessa nel ciclo produttivo: un esempio di economia circolare. Ph. Society of Plastics Engineers

 

Ma quanto la nostra economia è davvero circolare? Secondo l’Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione europea, il tasso di circolarità dell’economia europea è del 11,7% (dati 2016). Ciò significa che l’11,7% delle risorse materiali utilizzate nell’Unione europea proviene da prodotti riciclati e materiali recuperati, consentendo di risparmiare l’estrazione e il consumo di nuove materie prime. La percentuale è cresciuta negli ultimi anni: +3,4% dal 2014 al 2016. L’Europa infatti consuma meno materiali grezzi rispetto al passato (come materiali da costruzione o combustibili fossili), ma c’è ancora molto da fare.

Passando invece al dato nazionale, l’economia italiana è circolare al 17,1%. Un numero superiore dunque alla media europea che fa piazzare l’Italia al quinto posto tra i Paesi dell’Unione per tasso di circolarità dell’economia: più virtuose sono solo l’Olanda, prima in classifica, con uno stacco netto rispetto alle altre, a quota 29%, la Francia, con un tasso del 19,5%, il Belgio, che raggiunge il 18,9% di circolarità, e il Regno Unito, che con il 17,1% supera l’Italia di un soffio. Peggio dell’Italia quanto ad economia circolare sono invece, tra i diversi Paesi, Germania (11,4%), Danimarca (8,2%), Spagna (8,2%), Svezia (7,1%), Finlandia (5,3%) e Portogallo (2,1%). Chiude la classifica la Grecia, con un tasso di circolarità dell’economia dell’1,3%.

 

Il grafico di Eurostat che illustra il tasso di circolarità dell’economia dei diversi Paesi dell’Unione europea (dati 2016). Ph. Eurostat

 

Eurostat chiarisce che il tasso di circolarità è molto più basso di altri indicatori di circolarità, come il tasso di riciclo, che in Europa è di circa il 55%, perché il primo include tutti i materiali che vengono immessi nella nostra economia, mentre il secondo prende in considerazione solo i rifiuti. Infatti un tasso di circolarità maggiore può essere raggiunto anche in altri modi oltre al solo aumento del tasso di riciclo, che richiedono una trasformazione più profonda della nostra società: ad esempio sostituendo i combustibili fossili con energie rinnovabili o migliorando l’efficienza delle tecnologie di produzione.

 

Immagine di copertina: TDMA

 

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