Surriscaldamento climatico, le buone pratiche per evitare la catastrofe

Innalzamento di temperatura superiore a 1,5 gradi nel 2030 se non si agisce sul modello di sviluppo. Questo il monito che arriva dall’Onu e che incoraggia a ridurre le emissioni di Co2 tramite uno stile di vita eco-compatibile basato sul risparmio energetico e l’incremento delle energie rinnovabili.

Secondo il rapporto “Riscaldamento globale a 1,5 gradi” pubblicato all’inizio di ottobre 2018 dall’IPCC ( Intergovernmental Panel on Climate Change), il Comitato intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, le attività umane degli ultimi anni avrebbero causato l’aumento della temperatura globale di quasi 1 grado.

Gli effetti e rimedi

Lo studio realizzato dall’Onu è frutto di due anni di ricerca da parte di 91 ricercatori di 44 paesi, che hanno esaminato 6.000 studi in materia e valutato 42.000 pareri di altri scienziati. “ Il riscaldamento globale è probabile che raggiunga 1,5 gradi fra il 2030 e il 2052, se continua ad aumentare al tasso corrente”, dice il rapporto. Fenomeni atmosferici come l’aumento delle tempeste, delle alluvioni e dei periodi di intensa siccità sono eventi conseguenti al cambiamento climatico. I danni causati da questi eventi si sono registrati in tutte le parti del mondo, ricche e povere. “Il surriscaldamento da emissioni umane dal periodo pre-industriale ad oggi – spiega la ricerca – persisterà per secoli e millenni e continuerà a causare ulteriori cambiamenti di lungo periodo sul clima, come l’innalzamento del livello dei mari”. Per contenere l’aumento della temperatura globale entro la soglia di 1,5 gradi occorre cambiare abitudini, puntando su un uso consapevole delle risorse e passando dalle energie fossili a quelle rinnovabili.

Le azioni quotidiane contro il surriscaldamento

Oltre alle previsioni per i prossimi anni, le Nazione Unite insieme al Gruppo intergovernativo dell’Onu hanno indicato gli scenari possibili nel mondo per un cambio di passo. La prima mossa riguarda il risparmio energetico, evitando, quando possibile, sprechi. Poi la riforestazione per consentire agli alberi di assorbire l’anidride carbonica. Un progetto recente riguarda il rimboschimento dell’Amazzonia lanciato dalla ONG americana Conservation International che prevede l’introduzione di 73 milioni di nuovi esemplari di alberi.

E’ stata illustrata anche la possibilità di ridurre la C02 attraverso la cattura del carbonio, tuttavia la capacità effettiva di confinamento del carbon storage non è ancora stata comprovata su larga scala.

Il punto centrale è comunque l’abbandono delle energie fossili e il passaggio alle fonti rinnovabili, non solo nell’industria e nella fornitura per gli edifici, ma promuovendo pratiche sostenibili come l’uso dei veicoli elettrici. Ma anche noi nel nostro piccolo possiamo contribuire alla lotta contro il surriscaldamento climatico.

Innanzitutto considerando l’energia come una risorsa preziosa e adottare buone abitudini come l’uso di lampadine a Led, le pile ricaricabili (anziché quelle usa e getta) e  pulendo annualmente i filtri di condizionatori. Per spostarci possiamo privilegiare i mezzi pubblici o le auto a basso consumo. Uno stile di vita ecosostenibile da adottare in tutte le nostre attività quotidiane  che consente di risparmiare denaro  e salvaguardare il nostro pianeta.

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