inquinamento indoor

Ambienti indoor: l’agguato delle polveri

Il professor Giorgio Buonanno, esperto di inquinamento dell’aria, spiega i pericoli reali a cui siamo esposti ogni giorno

Parlando di inquinamento dell’aria pare comunemente più pericoloso l’ambiente esterno, ricco di polveri e sostanze nocive per la nostra salute. Ebbene, si tratta di un errore: in realtà l’inquinamento indoor è molto più preoccupante per la nostra salute per la maggiore concentrazione di polveri e la più lunga esposizione ad esse. Ne parliamo con un esperto di inquinamento dell’aria, il professor Giorgio Buonanno, dell’Università di Napoli “Parthenope” e della Queensland University of Technology di Brisbane in Australia.

E’ corretto affermare che l’ambiente esterno è più salubre di quello interno?

Sicuramente le persone pongono più attenzione alle ciminiere di impianti industriali o ai gas di scarico delle auto: certamente queste sono sorgenti impattanti, ma la tecnologia ha consentito di ridurre la capacità inquinante di questo genere di combustione, in più in un ambiente esterno è più facile disperdere gas e polveri.

Considerato che l’inquinamento viene associato di solito a combustione, quali sono le sorgenti che possiamo trovare all’interno?

Oggi siamo abituati a considerare normali certe sorgenti di combustione quotidiane come le candele, i fornelli, le stufe a pellet. In realtà con queste sorgenti generiamo una quantità enorme di polveri, in più, trattandosi di ambienti chiusi, l’esposizione è maggiore. All’interno degli edifici troviamo mediamente un 70% delle sostanze inquinanti che si trovano all’esterno, a questo si aggiunga che la produzione di polveri all’interno è elevata, così come la concentrazione e l’esposizione.

Fumi piano cottura

L’esposizione sembra essere il fattore da tenere maggiormente in considerazione: in cosa consiste?

L’esposizione è il prodotto della concentrazione per il tempo per cui mi espongo. Teniamo presente che trascorriamo a casa il 70% del nostro tempo, il 90% comunque in ambienti chiusi. Da questo deriva che l’indoor è il microambiente più rilevante per la nostra salute e anche quello più impattante.

Qual è l’impatto dell’inquinamento indoor sulla salute?

Bisogna subito fare una distinzione tra i diversi tipi di polvere a seconda delle loro dimensioni: le PM10 hanno un diametro inferiore a 10 micrometri, le PM2,5 inferiore a 2,5 le polveri ultrafini inferiore ad 0,1. La capacità di aggredire è differente, ma l’impatto principale è che entrano nel nostro apparato respiratorio e vi si depositano, sempre più in profondità. Fino ad avere, quelle di dimensione nanometrica di cui mi occupo, un comportamento simile a quello dei gas: queste polveri ultrafini riescono a spingersi fino agli alveoli e quindi nel sangue, attraverso il quale raggiungono ogni organo. È stato provato con esperimenti su topi che certe polveri arrivano al feto durante la gravidanza. Le patologie tipicamente conseguenti all’esposizione a questo tipo di polveri sono il tumore al polmone e malattie cardiovascolari.

Cosa è possibile fare per ridurre questi pericoli?

Molto si è fatto sull’outdoor con investimenti e risultati importanti perché la qualità dell’aria è indubbiamente migliorata. Statisticamente in Italia il rischio di tumore al polmone è del 2% in caso di esposizione normale (un valore in realtà altissimo considerato che riguarda persone senza fattori di esposizione specifici come il fumo). Questo rischio scenderebbe all’1,5% se riuscissi ad avere aria esterna molto pulita come ad esempio quella in Svezia (che per questioni geografiche è l’aria più pulita). Ma posso sensibilmente abbassare questo rischio se decido alcuni piccoli interventi come azionare una cappa aspiratrice quando accendo fornelli o predisporre una ventilazione meccanica controllata in casa. Se aggiungo l’uso di fornelli elettrici e non a gas, l’esclusione di caminetti, candele e fumo, il rischio diventa di 10 su 100.000. Quindi capiamo che migliorare l’aria all’esterno comporta un vantaggio, ma il vantaggio maggiore si ha se agisco all’interno.

fumo

L’ufficio è più pericoloso della casa?

Tendenzialmente no, perché in ufficio le emissioni di polveri sono limitate (penso alle stampanti) in più la normativa prescrive la ventilazione. Stessa cosa nelle scuole. La abitazioni invece hanno un numero maggiore di sorgenti di polveri senza contare che non ci sono obblighi normativi a riguardo.

Quindi, quanto agire sulla salubrità della casa è lasciato alla libera scelta delle persone?

Assolutamente sì, in più ci sono state strategie commerciali che hanno spinto su certi sistemi di riscaldamento o certi impianti di cottura assolutamente sbagliate. Però alcuni interventi che possiamo mettere in atto sono accessibili: fornelli elettrici anziché a gas, eliminare le candele, ridurre stufe a pellet e caminetti sono primi passi assolutamente necessari.

 

Elisa Signorini

®Eco_Design WebMagazine

 

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