Benvenuti in Bhutan, l’unico Paese al mondo con il 100% di rinnovabile

Come ha fatto una delle nazioni più piccole del mondo a diventare un eco leader

Alzi la mano chi conosce il Bhutan! E se lo si conosce, magari è per la bellezza dei suoi monasteri, per i suoi spettacolari panorami e per i lineamenti severi delle sue fortezze.  Pochi sanno invece che in questa terra affascinante, con una popolazione di 758mila abitanti, la lotta ai cambiamenti climatici ha fatto passi da gigante. Il regno buddista sull’Himalaya orientale, stretto fra India e Cina, dà il buon esempio in fatto di politiche di sviluppo sostenibile.

Un esempio da seguire

Non a torto molti lo ritengono il Paese più green del pianeta, a partire dalla scelta di usare energia da fonti rinnovabili al 100%. Così l’indipendenza energetica non è più solo un miraggio. Vediamo perché. Ai contadini del Bhutan (la maggioranza della popolazione) il governo fornisce corrente gratuita in modo da evitare il ricorso al legname per cucinare. L’esecutivo ha predisposto un piano per installare pannelli solari che possano produrre circa un Megawatt, per distribuire 13.500 fornelli a energia solare e 2.800 di gestori domestici per la produzione di biogas in venti distretti.E’ in progetto la realizzazione di mini centrali idroelettriche con la capacità di 33mila Megawatt. Questo perché quella idroelettrica è una fonte energetica importante per i bhutanesi visto che assicura il 100% del fabbisogno elettrico nelle città e il 94% nelle campagne.

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Il Governo ha un piano per installare pannelli solari che possano produrre circa un Megawatt
ph. www.eco-business.com

Esportatori del surplus di energia green prodotta

Non solo. Ogni anno il Bhutan rivende il 70% della corrente che produce in loco all’India e alla Cina. Energia rinnovabile e pulita ai principali due responsabili dell’inquinamento atmosferico nel mondo. Non finisce qui. Dal 2014 il Bhutan gioca la carta della mobilità sostenibile introducendo le automobili elettriche e sospendendo le tasse d’importazione così da incentivarne l’acquisto. Nel minuscolo paese esistono 15 stazioni di ricarica e l’ambizione è quella di diventare leader mondiale nella mobilità elettrica. L’obiettivo, del resto, è ridurre del 70% l’importazione di combustibili fossili.
Piccola nazione, grandi traguardi (leggi anche Hawaii: un esempio virtuoso di transizione energetica). Dieci anni fa il Bhutan fu il primo Paese a impegnarsi a raggiungere la neutralità carbonica, ovvero il rifornimento energetico senza l’impiego di sostanze provenienti da lavorazioni di carboni fossili.

Thimphu

La capitale Thimphu ph. Jiuliette’s (Flickr)

Obiettivi ambiziosi

Dieci anni dopo, questo è l’unico Paese che può vantare valori negativi di carbonio, diventando un “pozzo d’anidride carbonica”. Grazie alle sue grandi foreste (il 72% della superficie nazionale), il Bhutan è in grado di assorbirne tre volte di più di quanta ne produca. Infine, il governo bhutanese punta a raggiungere emissioni zero di gas serra e rifiuti zero entro il 2030, promuovendo la coltivazione esclusiva di cibo organico al 100% entro il 2020. E pensare che fino al 1999 vigeva il divieto d’utilizzare la televisione nel Bhutan…

 

ph. cover: www.andbeyond.com

 

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