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Che fine fanno l’energia e l’ambiente nella nota al Def?

Obiettivo 100% rinnovabili nel 2050, Ires verde, mobilità elettrica: sono alcune delle sfide che emergono dal documento di economia e finanza approvato dall’Esecutivo

Solo quattro pagine, su 138, dedicate al capitolo  “ambiente ed energia” ma, anche in tema di infrastrutture e mobilità, le politiche “green” fanno da sfondo. Sulla carta, la nota di aggiornamento del Def, il documento di economia e finanza che è l’atto di Governo propedeutico alla manovra finanziaria, annuncia una serie di disegni di legge che vanno nella direzione di favorire una green economy improntata allo sviluppo sostenibile e all’impiego delle energie rinnovabili per contrastare smog e inquinamento dell’aria. La manovra è stata approvata dall’Esecutivo il 27 settembre scorso: in questo periodo il Def è all’esame del Parlamento. Intanto, da Bruxelles è arrivata una bocciatura della manovra e al governo italiano sono state concesse tre settimane per modificarla. Se è chiaro il quadro finanziario per interventi dal forte impatto sociale come reddito e pensioni di cittadinanza (16 miliardi), le voci relative ad ambiente ed energia sono previste in altri capitoli di spesa.

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Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa

Ambiente: le sei sfide del Def

Lotta all’inquinamento e ai cambiamenti climatici, alla desertificazione, allo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali e alla perdita di biodiversità. Sono sei, in particolare, le sfide alle quali il Governo intende dare una risposta nel biennio 2019-2021, elencate dal documento di aggiornamento del Def:

  1. Ridurre progressivamente i fattori inquinanti, specialmente nella mobilità
  2. Incrementare la salvaguardia della biodiversità terrestre e marina
  3. Limitare il consumo del suolo, prevenire il rischio idrogeologico e valorizzare l’acqua come bene comune
  4. Mettere in sicurezza il territorio attraverso la prevenzioe e il contrasto dei danni ambientali
  5. Promuovere l’uso efficiente e sostenibile delle risorse, governare il passaggio verso l’economia circolare e i “rifiuti zero”
  6. Diminuire progressivamente le infrazioni comminate all’Italia dall’Unione Europea in materia ambientale

Forte di questi obiettivi, come si legge a pagina 104, il Governo continuerà ad attuare e a mandare avanti la Strategia nazionale di sviluppo sostenibile. Continuerà a premere sul tasto dei regimi fiscali agevolati per quelle aziende che decidono di ridurre emissioni inquinanti. Si parla di “sviluppo del lavoro ecologico”, di “decarbonizzazione” e “defossilizzazione” della produzione. Il Governo s’impegna inoltre a rendere operativo il Fondo nazionale per l’efficienza energetica nato fra la fine del 2017 e gli inizi del 2018 per sostenere gli interventi di efficientamento energetico eseguiti da imprese e pubblica amministrazione. “Con riferimento alla qualità dell’aria – si legge tra le righe – l’obiettivo è, in cooperazione con le Regioni, il contenimento delle emissioni del particolato Pm10 e del biossido di azoto No2”.

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Tecnico al lavoro mentre installa un impianto fotovoltaico

Arriva l’Ires verde, confermato l’ecobonus

Il governo “gialloverde” guidato da Lega e Movimento 5 Stelle annuncia di voler introdurre presto l’Ires verde, che prevede misure di alleggerimento fiscale per le imprese che inquinano meno senza specificare tuttavia le modalità di applicazione. Buone notizie per l’ecobonus che il Governo intende “stabilizzare” per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, dissipando così l’ombra di una soppressione del contributo prospettata nei mesi scorsi in  ambienti leghisti. In sostanza, viene prevista una proroga della detrazione per gli interventi che servono a migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Detrazioni riconosciute per l’installazione di pannelli fotovoltaici, oppure la sostituzione degli impianti di climatizzazione, dei pavimenti e degli infissi. Per la maggior parte degli interventi la detrazione è del 65%, per altri è del 50%. Toccherà alla legge di bilancio (il testo, approvato il 31 ottobre dal Consiglio dei ministri, arriverà in aula a fine novembre) stabilire se confermare o meno queste percentuali.

Energia, obiettivo 100% rinnovabili al 2050

E se fra 32 anni il nostro sistema energetico venisse alimentato solo da fonti rinnovabili e sostenibili? È lo scenario dipinto dal Def che annuncia un Piano nazionale integrato per l’energia e il clima, finalizzato a raggiungere gli obiettivi europei e fondato su tre  contenuti cardine: mobilità elettrica, lo sblocco del mercato nazionale delle fonti rinnovabili e la lotta alla povertà energetica. Sul piatto ci sono anche 250 milioni di incentivi per le rinnovabili da spalmare nel triennio 2019-2021. Non sono numeri specificati nel Def ma ne ha parlato il vicepremier Luigi Di Maio in un video messaggio inviato al World Energy Week (8-11 ottobre) a Milano. Di Maio, insieme al collega che guida il dicastero dell’ambiente Sergio Costa, ha annunciato una nuova bozza di decreto per le fonti energetiche rinnovabili, con lo slittamento di diversi bandi da novembre 2018 al 31 gennaio 2019. Sette bandi destinati allo sviluppo della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in tutto il territorio nazionale: il finanziamento è stato possibile grazie al decreto attuativo del Ministero dello Sviluppo economico (Mise) per il Fondo nazionale per l’efficienza energetica che consente di ridurre i consumi di energia nell’industria, realizzare e ampliare le reti per il teleriscaldamento, migliorare l’efficienza di servizi e infrastrutture pubbliche, compresa l’illuminazione pubblica e la riqualificazione energetica degli edifici.

I provvedimenti per favorire la mobilità sostenibile

Leggendo la nota del Def, si scopre che “è stato predisposto un disegno di legge sulla mobilità sostenibile che punta a sostituire gli automezzi alimentati con motori endotermici con attrezzature a trazione elettrica”. E per dare supporto alla rete di mobilità sostenibile, si parla di un piano nazionale per la ricarica dei veicoli elettrici. Non si mettono ancora nero su bianco gli incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici e ibridi dei quali semmai “si valuterà la possibilità”. In ogni caso il contributo sarà commisurato al costo di produzione delle vetture elettriche. Quest’ultima, infine, viene vista come un’opportunità di rilancio dell’industria nazionale specializzata nel settore dei veicoli a impatto zero con i propri componenti.

 

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