Clima, ultimo report Onu: “Vicini ad un punto di non ritorno”

L’allarme arriva dopo la pubblicazione della bozza del nuovo report dell’Ipcc

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La bozza del report dell’Ipcc evidenzia come gli effetti negativi del cambiamento climatico siano più vicini di quanto si pensasse. “La vita sulla Terra può riprendersi dai grandi cambiamenti climatici evolvendosi in nuove specie e creando nuovi ecosistemi, ma l’umanità non può“, si legge nel rapporto. 

Gli scienziati dell’Ipcc, ovvero i maggiori esperti mondiali sul clima, stanno preparando il nuovo rapporto storico sugli effetti del cambiamento climatico, al momento in fase di bozza per poi essere approvato dai 195 Stati membri dell’Onu, prima della pubblicazione, prevista per il febbraio del prossimo anno.  Ma già nella bozza sono presenti diversi elementi che fanno scattare l’allarme: “Siamo sempre più vicini ad un punto di non ritorno. l riscaldamento globale può avere impatti irreversibili sui sistemi umani“.

Il report ipotizza gli effetti di uno scenario oltre i limiti della soglia fissata dall’Accordo di Parigi sul clima: se l’obiettivo del contenimento entro i +1,5°C non sarà raggiunto, e se si raggiungesse invece un aumento di 2°C, circa 420 milioni di persone in più sulla Terra dovranno affrontare ondate di caldo estremo e altri 80 milioni di persone in più sarebbero minacciate dalla fame.

Nel report dell’Ipcc vengono illustrate tutte le possibili conseguenze drammatiche del cambiamento climatico: carenza d’acqua, siccità, malnutrizione, estinzione delle specie, aumento di malattie infettive, innalzamento del livello del mare e nuove migrazioni. Questi fenomeni potrebbero verificarsi anche prima del 2050.

Anche se si dovessero ridurre in modo considerevole le emissioni di gas serra, il riscaldamento globale e le sue conseguenze continueranno ad accelerare. “La vita sulla Terra può riprendersi dai grandi cambiamenti climatici evolvendosi in nuove specie e creando nuovi ecosistemi, ma l’umanità non può“, si legge nel rapporto. 

Il rapporto di valutazione completo da 4.000 pagine, molto più allarmistico del precedente del 2014, mira a indirizzare le prossime decisioni politiche. Per gli scienziati, però, attendere il prossimo febbraio per la pubblicazione del rapporto potrebbe far perdere tempo preziosi, tenendo conto anche vertici importanti sul clima come la Cop26

Solo in Italia gli eventi estremi, come alluvioni e siccità, sono costati al settore agricolo, negli ultimi dieci anni, oltre 14 miliardi di euro. “Il peggio deve ancora arrivare e riguarderà più la vita dei nostri figli e nipoti che le nostre. Ci saranno danni economici enormi e con un aumento delle temperature di 1.5°C ci saranno conseguenze letali per tanti organismi, come le barriere coralline” – l’allarme dell’Ipcc – “Gli individui, come le comunità, le imprese, le istituzioni e i governi devono tutti ridefinire il nostro modo di vivere e di consumare“.

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