Data center sostenibili, ecco come Google ridurrà il suo impatto energetico

In occasione della giornata della Terra, Google ha annunciato una nuova tecnologia, che permetterà ai suoi data center di usare solo energia pulita e all’azienda di avvicinarsi sempre più all’obiettivo di diventare carbon free.

“I nostri data center ora lavorano di più quando il sole splende e il vento soffia”, con queste parole affidate a un blog post ufficiale, Google ha annunciato il suo progetto Carbon Intelligent Computing Platform, una nuova tappa sulla strada dell’innovazione tecnologica al servizio della missione ambientale. In pratica si tratta di una piattaforma di calcolo, studiata per ridurre l’impatto energetico dei suoi data center, che ora, per l’appunto, sfrutteranno di più l’energia green.

Per annunciarlo Big G ha significativamente un giorno emblematico: il 22 aprile, in occasione della 50esima giornata della Terra.

 

Data center, i centri di elaborazione dati che inquinano come piccole città

Per capire quello di cui stiamo parlando bisogna innanzitutto spiegare cosa sono i data center e come mai è così importante limitare il loro impatto ambientale.

Detti anche  centri elaborazione dati (CED), i data center sono unità organizzative che coordinano e mantengono l’infrastruttura informatica a servizio di una o più aziende e al loro interno possono essere presenti vere e proprie server farm. Su scala industriale queste realtà possono arrivare ad utilizzare una quantità di energia elettrica paragonabile a quella di una piccola città e di conseguenza diventare fonte di molte emissioni nocive e quindi d’inquinamento atmosferico.

Nel caso di Google è facile intuire quale possa essere la mole di tutto ciò. Per darne un’idea l’azienda ha anche pubblicato una gallery molto dettagliata che ne mostra e spiega il funzionamento

 

Come funziona il sistema Carbon Intelligent Computing Platform

Per ridurre le emissioni nocive provocate dal funzionamento dei suoi data center, Google ha quindi elaborato una piattaforma di calcolo in grado di spostare l’esecuzione delle attività di elaborazione nei momenti in cui sono più abbondanti le fonti di energia a basse emissioni, come quella eolica e solare. Ciò dipende dal fatto che, attualmente, in molte aree geografiche dove hanno sede i data center di Google l’energia rinnovabile non è regolarmente disponibile per 24 ore al giorno. Per risolvere il problema, l’azienda deve acquistare un surplus di energia rinnovabile in altre aree o in orari in cui l’energia solare ed eolica sono più abbondanti.
Proprio in questa dinamica entra ora in gioco la nuova tecnologia, come spiega il post di Google:

La prima versione di questa piattaforma di elaborazione intelligente del carbonio si concentra sullo spostamento di attività in diverse ore del giorno, all’interno dello stesso data center. Tuttavia, è anche possibile spostare attività di elaborazione flessibili tra diversi data center, così da concentrare il lavoro quando e dove farlo è più rispettoso dell’ambiente. Il nostro piano per il futuro è spostare il carico sia nel tempo che nello spazio, per massimizzare la riduzione delle emissioni di CO2 a livello di rete”.

Da carbon neutral a carbon free, la mission ambientale di Google

Va detto che l’azienda californiana è carbon neutral già dal 2007 e che il 2019 è stato il terzo anno consecutivo in cui ha annunciato di aver acquistato un quantitativo di energia rinnovabile pari alla totalità dei suoi consumi energetici.

Un dato piuttosto importante se pensiamo che Google è il più grande acquirente aziendale al mondo di energia pulita.

Il passo successivo ora è quello di diventare carbon free, ovvero non soltanto compensare le emissioni nocive prodotte, ma evitare in toto di usare fonti di energia che ne generino.

E questo significherà anche che ogni singolo data center di Google sarà alimentato con energia a impatto zero per 24 ore al giorno.

È un sistema senza precedenti, implementato per i nostri data center di grandi dimensioni, che consentono di portare i nostri servizi a miliardi di persone in tutto il mondo”, spiegano dal quartier generale dell’azienda. “Questo viene fatto senza alcun hardware aggiuntivo e senza influire sulle prestazioni dei servizi di Google. Riorganizzare le tempistiche di attività non urgenti, come la creazione di nuovi filtri su Google Foto, l’elaborazione di video YouTube o l’aggiunta di nuove parole a Google Translate, aiuta a ridurre l’impronta di carbonio della rete elettrica, permettendoci di avvicinarci all’uso di energia carbon-free 24×7“.

L’innovazione al servizio di una mission ambientale precisa: “Usare la tecnologia Google per costruire un mondo più sostenibile”.

 

Alice Zampa

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