Dimmi quanta energia consumi e ti dirò chi sei

Quanta energia elettrica consumano le famiglie italiane? E quali fattori determinano il livello dei consumi di ciascuno? Tracciamo un quadro generale.

Aprire il cancello automatico, accendere la luce di casa, ricaricare lo smartphone e programmare la lavatrice. Le nostre giornate sono ormai costantemente alimentate dall’energia elettrica.

Anche per cucinare ormai sono sempre più diffuse le  piastre a induzione, che ci permettono di fare a meno del gas, così come le pompe di calore, che producono acqua calda al posto delle classiche caldaie.

Per non parlare della domotica, che ci permette di avere case sempre più smart e al tempo stesso più efficienti, o delle auto elettriche, destinate ad aumentare in fretta.

In questo scenario diventa ancora più interessante conoscere i consumi medi delle famiglie italiane e quali fattori li determinano.

Qual è il consumo medio di energia elettrica per una famiglia italiana e da cosa dipende

 

Secondo i dati riportati dall’Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e  Ambiente) una famiglia italiana tipo, composta da 3-4 componenti, ha consumi medi di energia elettrica di 2.700 kWh all’anno.

Questo consumo riguarda abitazioni con una potenza impegnata di 3 kW e dotata di elettrodomestici standard.

A incidere sul consumo medio di energia elettrica sono diversi fattori. In particolare il numero degli abitanti e le abitudini quotidiane adottate da questi. È bene specificare, però, che il consumo non aumenta in modo proporzionale alla quantità dei componenti della casa. Questo significa che l’energia utilizzata da due persone non raddoppia se gli abitanti della casa sono quattro. Per intendersi: se il carico di una lavatrice sarà effettivamente il doppio, la luce della sala da pranzo o la televisione accesa sarà (generalmente) la stessa in un caso o nell’altro.

A proposito delle abitudini, fondamentale è la percentuale di tempo che i componenti della famiglia trascorrono effettivamente in casa. Coppie che lavorano tutto il giorno e rincasano la sera avranno un consumo nettamente inferiore a quello di coppie di anziani che trascorrono molto tempo tra le mura domestiche o di altre coppie giovani con orari più flessibili, che magari praticano lo smartworking.

Ma com’è facilmente intuire, anche tra famiglie con caratteristiche simili possono essere registrati consumi diversi, in base al comportamento dei singoli componenti e alle abitudini quotidiane di ciascuno.

Altro fattore determinante sul consumo di energia elettrica è dato dalla quantità e dalla tipologia degli elettrodomestici presenti in casa. Di questi i più energivori sono i condizionatori, le lavatrici e le lavastoviglie. Ma a entrare in gioco qui è anche la classe energetica, che indica il livello di efficienza di una macchina e il relativo consumo annuo. A questo proposito è utile sapere che dal 2019 l’Unione Europea ha introdotto un nuovo sistema di etichettatura energetica più semplice e intuitivo. Le classi andranno dalla A (la più efficiente) alla G (per i più energivori), con un sistema lineare dal verde al rosso, che manda in pensione la precedente scala graduale (da A+++ ad A+).

A proposito di classe energetica, a determinare il consumo di energia in casa sono anche le caratteristiche della casa stessa. Un’abitazione con elevati standard di efficienza contribuirà sicuramente a ridurre i consumi, così come un controllo domotico dei dispositivi, che ne ottimizza l’uso.

Aumentano i dispositivi ma non i consumi

 

È interessante osservare come, nonostante il continuo aumento dei dispositivi elettronici e l’uso più frequente che se ne fa nella nostra società, il consumo di energia elettrica in Italia complessivo negli ultimi 20 anni non abbia registrato un aumento costante. Esso ha avuto una crescita graduale dal 2000 al 2008, anno in cui ha raggiunto un picco di 319 TWh, per poi ridursi negli anni successivi con andamento un po’ altalenante e raggiungere nel 2017 circa 302 TWh, con una percentuale di autoproduzione mai toccata negli anni precedenti, di ben 28,2 TWh.

Per leggere correttamente questi dati è necessario tenere in considerazione che l’andamento dei consumi tiene conto anche del settore industriale e terziario, a loro volta strettamente connessi ai ritmi del mercato.

È altresì importante considerare il progressivo aumento degli standard di efficienza raggiunti nei diversi settori.

A fronte di questo quadro generale diventa più semplice confrontare il proprio livello di consumi con gli standard nazionali (spesso il nostro posizionamento è riportato anche in bolletta) e, conseguentemente, fare tutte le valutazioni utili per iniziare a risparmiare energia e denaro.

Non solo. Questo esercizio ci servirà anche a prendere coscienza dell’impatto che le nostre case hanno sull’ambiente, evidenziando così tutta la convenienza di passare alle energie rinnovabili.

Per approfondimenti tutti i dati sono reperibili sul sito dell’Arera (Elaborazioni AEEG su dati GRTN/TERNA ottobre 2018).

 

Alice Zampa

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