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Dyson ci difende dall’inquinamento casalingo

Il nuovo purificatore che rileva gli agenti inquinanti, li filtra e diffonde aria pulita. Testato in laboratorio sulle dimensioni reali delle nostre case

C’è un grande pericolo da cui difendersi: l’inquinamento indoor, quello all’interno delle nostre case. E’ infatti assolutamente certo che l’aria delle nostre abitazioni e dei nostri uffici è più inquinata di quella esterna, per colpa del Pm 10 e del Pm 2,5, polveri sottili, particelle microscopiche di origine organica, minerale, sintetica, che fluttuano nell’atmosfera e finiscono nei nostri polmoni: residui di inquinamento urbano e polline entrano nelle case e si uniscono alle fonti di inquinamento interno, come prodotti per la pulizia, candele profumate, vernici per interni e fumi domestici. Dati preoccupanti se pensiamo che passiamo mediamente al chiuso il 90% della nostra giornata tipo. E se aggiungiamo la considerazione che, se le case moderne stanno diventando sempre più sigillate per rispettare i requisiti di efficienza energetica, questo rischia di compromettere la circolazione e il ricambio dell’aria.

Dati che sono stati analizzati recentemente in occasione di Wired Next Fest Firenze, la manifestazione organizzata da Wired, a Palazzo Vecchio alla fine di settembre, dedicata quest’anno al tema della semplicità e al modo in cui nuove tecnologie, big data e intelligenze artificiali rendano la vita di individui, aziende e organizzazioni più semplice.

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Gli agenti inquinanti in casa

La soluzione all’inquinamento indoor

Serve una soluzione e le aziende si stanno muovendo in tal senso producendo purificatori domestici, piccoli elettrodomestici che possono trasformare la qualità dell’aria (e della nostra vita). Tra i prodotti più innovativi ed efficaci quelli di una multinazionale inglese che si sta affermando anche in Italia, la Dyson, presente anch’essa a Firenze dove Evan Stevens, Head of Category for Environmental Control in Dyson, si è soffermato sulle fonti di inquinamento interno, tema molto a cuore anche ad ANTER, e ha spiegato al pubblico presente come l’intelligenza del purificatore sia in grado di aiutare il consumatore a comprendere la qualità dell’aria della propria casa.

“Sviluppiamo sistemi di filtrazione da 25 anni: abbiamo cominciato con gli aspirapolvere che catturano gli agenti inquinanti – commenta James Dyson, designer e fondatore dell’azienda – e da due anni le nostre competenze in campo ingegneristico ci hanno permesso di adottare un approccio diverso anche nei confronti della purificazione”.

La tecnologia Dyson

I purificatori Dyson si concentrano su tre aspetti per assicurare una buona pulizia dell’aria: filtrazione efficiente, ricircolo dell’aria in tutta la stanza e sensori intelligenti che leggono il livello di inquinanti indoor e outdoor.

E’ recente il lancio di un nuovo purificatore ventilatore, che rende visibile l’inquinamento interno e rigenera l’aria di tutta la stanza. Si tratta di Dyson Pure Cool™, che mostra in tempo reale su un display LCD gli inquinanti presenti all’interno della casa e reagisce automaticamente utilizzando un algoritmo unico sviluppato da Dyson.

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Il filtro del Dyson Pure Cool™

Un sistema di filtrazione a 360° completamente sigillato combina un filtro in carboni attivi per rimuovere i gas e un filtro HEPA in fibra di vetro per catturare il 99,95% di allergeni e particelle inquinanti di dimensioni fino a 0,1 micron. A questo si aggiunge la tecnologia Air Multiplier™ e la nuova oscillazione a 350° che proiettano e diffondono aria purificata in tutta la stanza per raggiungere ogni angolo. La modalità ventola e la modalità diffusa ne garantiscono l’utilizzo per tutto l’anno.

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Il trattamento dell’aria

Il nuovo purificatore ventilatore Dyson Pure Cool™ è disponibile sia in un formato grande a torre per essere posizionato a terra sia in uno più piccolo da scrivania per piani di lavoro e pavimenti. “In Dyson sviluppiamo macchine per persone e case reali, creando tecnologie in grado di funzionare all’interno dei laboratori di test, ma soprattutto di fare quanto promettono nella vita di tutti i giorni” afferma Paul Dawson, vicepresidente di Dyson Health and Beauty.

Il funzionamento di Dyson Pure Cool™ è semplice: dei laser misurano e rilevano particelle microscopiche, un sensore separato rileva la quantità di COV (Composti Organici Volatili, come benzene e formaldeide, rilasciati da vernici, candele profumate accese e materiali presenti nei mobili) e di diossido di azoto (NO2) presenti nell’aria. Un terzo sensore misura l’umidità relativa e la temperatura. Un filtro migliorato cattura sia le particelle inquinanti sia i gas. Gli ingegneri Dyson hanno incorporato il 60% di HEPA in più in un filtro più alto e più denso e hanno introdotto una concentrazione tre volte maggiore di carbone attivo, che è in grado di assorbire gas, odori, fumi domestici e COV. Nove metri di filtri in microfibra di borosilicato condensato e sigillato catturano il 99,95% di particelle inquinanti delle dimensioni di 0,1 micron, inclusi allergeni, batteri, polline e muffe. I filtri in carbone attivo, che sono stati ricoperti di Tris (Trisidrossimetilamminometano) per aumentare l’efficienza di assorbimento, rimuovono i gas, inclusi diossido di azoto, formaldeide e benzene. I filtri Dyson incontrano gli standard di settore EN1822 e H13-A.

Infine il purificatore ventilatore Dyson Pure Cool™ grazie alla tecnologia Air Multiplier™ e a un’oscillazione a 350° distribuisce aria purificata in ogni angolo della stanza. Un nuovo sistema di diffusione consente di evitare l’effetto raffrescante nell’inverno.

E’ possibile anche un controllo del dispositivo da remoto grazie all’applicazione Dyson Link, disponibile per iOS e Android.

 

®Eco_Design WebMagazine

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