Energie Rinnovabili, l’Europa vicina all’obiettivo 20 20 20

Entro il 2020:

  1. Le emissioni di gas a effetto serra dovranno essere ridotte del 20% rispetto ai livelli del 1990.
  2. Il 20% dell’energia prodotta dovrà provenire da fonti rinnovabili.
  3. Il risparmio di energia dovrà raggiungere la quota del 20%.

Sono questi gli obiettivi che fanno parte del piano progettato dall’Unione Europea denominato “pacchetto per il clima e l’energia 20 20 20”.

Il piano prevede che gli Stati membri dell’UE assumano obiettivi nazionali vincolanti, stabiliti in relazione alla situazione di partenza dei diversi paesi in relazione alla produzione di energia da fonti rinnovabili e la capacità di incrementarla ulteriormente, dal 10% di Malta fino al 49% della Svezia.

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La lunga strada verso l’indipendenza energetica

 

La strategia, da un lato, è diretta ad una crescita intelligente sostenibile ed inclusiva, con il fine di contrastare il fenomeno dei cambiamenti climatici e di promuovere l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili. Dall’altro lato è mirata ad incrementare la sicurezza energetica dell’UE, riducendo la dipendenza dalle importazioni energetiche e contribuendo a realizzare un’Unione dell’energia europea, a stimolare la crescita verde ed a creare nuovi posti di lavoro allo scopo di rendere l’Europa più competitiva.

 

Secondo gli ultimi dati pubblicati da Eurostat (l’Istituto di statistica dell’Unione Europea) nel 2017 la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia ha raggiunto il 17,5%, duplicando la quota che nel 2004 raggiungeva solo l’8,5 %.

 

Si prevede che l’Unione europea, nel suo complesso, raggiungerà senza problemi il target del 20%. Tuttavia, se da una parte la maggior parte dei Paesi membri ha già raggiunto ed addirittura superato l’obiettivo, altri paesi fanno fatica a sfruttare le energie rinnovabili in maniera soddisfacente.

 

La classifica dei paesi più virtuosi

 

Con il 53,9% del consumo finale lordo di energia proveniente da fonti rinnovabili la Svezia è il paese più virtuoso. Seguono Finlandia (38,7 %), Lettonia (37,2 %), Austria (33,5 %) e Danimarca (32,2 %). Oltre a questi ultimi, hanno centrato in anticipo il proprio obiettivo per il 2020 anche Bulgaria, Italia, Repubblica Ceca, Estonia, Croazia, Lituania, Ungheria e Romania. Dal lato opposto, non soddisfano gli obiettivi 20.20.20 Lussemburgo (5,4 %), Malta (6,0 %), Belgio (8,7 %) Regno Unito e Cipro (entrambi al 9,3%) e deludono particolarmente Francia (6,7 %) e Paesi Bassi (7,4%) che dovranno aumentare la propria quota di energie rinnovabili sul consumo finale lordo di energia di almeno 6 punti percentuali se vorranno rispettare i propri target nazionali.

All’interno della quota di energia da fonti rinnovabili possiamo distinguere la quota di energia elettrica, la quota del settore del riscaldamento e raffreddamento e la quota dei trasporti.

Nel 2016 il 29,6% del totale del consumo lordo di energia elettrica dell’UE-28 è stata prodotta da fonti rinnovabili. Un tale risultato è stato possibile grazie ad un forte sviluppo dell’energia eolica, dell’energia solare e dei biocombustibili solidi.  In questo caso si sono distinte l’Austria (72,6 %) e la Svezia (64,9 %), le quali riescono ad attingere da fonti rinnovabili più di tre quarti di tutta l’energia elettrica consumata. Superano i target anche Portogallo (54,1 %), Danimarca (53,7 %) e Lettonia (51,3 %). Per contro, Cipro, Ungheria, Lussemburgo e Malta non riescono a raggiungere la quota del 10% di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili.

 

Nel settore del riscaldamento e raffreddamento, l’approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili è aumentato significativamente, passando dal 10,3% del 2004 al 19,1% nel 2016, grazie soprattutto alla crescita dei settori industriali, dei servizi e dell’uso residenziale che hanno supportato questo sviluppo.

Energie rinnovabili per la mobilità

 

La quota media delle fonti di energia rinnovabili nei trasporti (compresi i biocarburanti liquidi, l’idrogeno, il biometano, l’energia elettrica “verde”, ecc.) è salita dall’1,4 % nel 2004 al 7,1 % nel 2016. Siamo vicini al target del 10% concordato precedentemente dall’UE. Anche qui vi sono differenze tra gli Stati membri dell’UE, passando dal picco del 30,3 % in Svezia e del 10,6 % in Austria a meno del 2,0 % in Croazia, Grecia, Slovenia ed Estonia.

 

Nel settore dei trasporti la fonte di energia maggiormente impiegata sono i biocarburanti liquidi, solitamente miscelati con carburanti fossili, la cui produzione nell’UE ha registrato un notevole aumento; il biodiesel è il biocarburante liquido prodotto in modo più diffuso, seguito da benzine biologiche e da altri biocarburanti liquidi.

 

Una strategia che mira ad obiettivi sempre più ambiziosi

 

Senza dubbio Il futuro sarà alimentato da energie rinnovabili, l’ascesa di quest’ultime è destinata ad accelerare sia in Europa sia nel resto del mondo. Alla luce dei progressi compiuti dal nostro paese e dall’Unione europea possiamo ritenerci soddisfatti. Per il momento, il conseguimento del piano 20 20 20 è vicino, ma risulterà decisivo considerare questo successo come un semplice punto di partenza per realizzare una strategia comune capace di garantire a tutti i Paesi membri di raggiungere il target del 32% stabilito per il 2030.

 

 

Bruno Bonifacio

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