Esempi virtuosi, in Norvegia un palazzo in grado di produrre energia pulita

A Trondheim, cittadina norvegese, è in costruzione un palazzo in grado di produrre energia rinnovabile. Potrà generare fino a 485mila chilowattora all’anno.

Un palazzo di otto piani in grado di fornire energia elettrica per 485mila chilowattora all’anno. Succede ad a Trondheim, cittadina della Norvegia affacciata su un fiordo dell’Atlantico, dove Powerhouse, un consorzio guidato da architetti e ingegneri, ha progettato un edificio alimentato da fonti rinnovabili che entrerà in funzione nel giro di quest’anno.

Brattørkaia, nome dell’impianto, è completamente green. Nel tetto si concentrano i principali strumenti per il funzionamento delle attività, a partire dai pannelli solari di ultima generazione posizionati in pendenza per raccogliere quanti più raggi possibili, e da un sistema cilindrico- che forma un buco-  per captare tutte le luci naturali. Powerhouse ha installato un’apparecchiatura a fonti eoliche per ventilare all’interno il complesso energetico. Si tratta di un fabbricato a energia positiva, cioè in grado di produrre più elettricità di quanta ne consumi e può quindi cederla ad altri. Se si pensa che il consumo medio di un’abitazione in Norvegia è di 20mila chilowattora ci rendiamo conto quante case potrà rifornire. Il palazzo rappresenta un valido appoggio anche per ricaricare i mezzi elettrici.

Brattørkaia non è il primo stabile che genera energia elettrica, ma il più grande sia per dimensioni che per chilowattora prodotte. La Norvegia è fra le prime nazioni in Europa per diffusione di fonti rinnovabili, che rappresentano il 98% nell’approvvigionamento elettrico totale con una media di 838 megawatt (dati 2015) generati dai numerosi impianti eolici. Nel 2020 l’elettricità eolica dovrebbe raggiungere i 1000 megawatt. In Italia invece l’apporto delle fonti alternative è sensibilmente più basso. Secondo l’ultimo rapporto del GSE, il Gestore dei Servizi Elettrici, nel 2017 la quota dei consumi interni lordi di energia elettrica coperta da fonti rinnovabili risulta pari al 34,1%, in lievissimo aumento rispetto al dato 2016 (34,0%).  Nonostante  l’energia solare faccia da traino, le altri fonti alternative (eoliche, idriche e geotermiche) registrano cali.

Powehouse non si è minimamente dimostrata gelosa del proprio progetto: Peter Bernhard, architetto a capo del consorzio, ha dichiarato di recente che “se siamo riusciti a farlo in Norvegia si può fare ovunque”.

 

®Eco_Design WebMagazine

 

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