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Fotovoltaico: tutto su detrazioni e riqualificazione energetica

Guida completa alle detrazioni e alla riqualificazione energetica della casa con gli impianti fotovoltaici

La Legge di stabilità ha confermato per il 2018 alcuni incentivi per chi installa impianti fotovoltaici sul tetto di casa. Proprio questa possibilità è decisiva nella scelta di procedere ad un investimento di questo tipo. Ecco l’attuale situazione delle detrazioni fiscali previste nel nostro Paese.

Gli impianti fotovoltaici realizzati sul tetto di casa, così come qualsiasi altra ristrutturazione edilizia, beneficiano delle detrazioni fiscali del 50%. La detrazione riguarda non solo moduli e inverter, ma anche l’eventuale sistema di accumulo installato insieme all’impianto. Lo Stato quindi, anziché erogare incentivi su tutta l’energia prodotta, restituisce a chi mette il fotovoltaico la metà delle spese sostenute. Ovviamente la restituzione non avviene con liquidazione monetaria, ma sotto forma di sgravi fiscali sulla dichiarazione dei redditi ripartiti sui 10 anni successivi all’anno di installazione dell’impianto.

Questa detrazione riguarda il fotovoltaico installato in ambito domestico-residenziale (sia persone fisiche che condomini o soci di cooperative), ma non le aziende.

Nel caso di condomini, costi e benefici vengono ripartiti in millesimi, in base alla quote di proprietà dei condòmini. Questo, nel caso in cui si tratti di impianti al servizio di utenze comuni; per gli immobili a prevalente uso abitativo al beneficio delle detrazioni fiscali Irpef si aggiunge il beneficio dell’IVA agevolata al 10% anziché al 22%.

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Scadenze e requisiti

Quindi, tutti coloro che hanno intenzione di realizzare un impianto fotovoltaico entro il 31 dicembre 2018, oltre a pagare l’IVA al 10%, possono detrarre dalle imposte IRPEF il 50% dei costi di realizzazione per i prossimi 10 anni, fino ad un massimo di 96.000 euro di spesa, inclusi altri eventuali lavori di ristrutturazione.

Certamente tale massimale è più che sufficiente ad inglobare i costi di realizzazione di un impianto ad uso residenziale.

Ovviamente il requisito fondamentale per beneficiare del vantaggio fiscale è avere un reddito sufficiente a coprire tali detrazioni: se sono da pagare 1.200 euro di Irpef e si ha diritto a detrarre 1.500 euro, la differenza di 300 euro non può essere messa a credito. Su queste 300 euro residuali perdono quindi il beneficio della detrazione.

E’ necessario non confondere queste detrazioni al 50% con quelle del 65% per il risparmio energetico, che valgono per gli impianti solari termici per la produzione di acqua calda, ma non per quelli fotovoltaici e per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici (isolamenti, coibentazioni, serramenti, infissi, caldaie, pompe di calore, pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria).

Chi può accedere alle detrazioni IRPEF del 50%

Possono accedere alla detrazione non solo i proprietari degli immobili sui quali vengono realizzati gli impianti, ma anche gli inquilini o i comodatari: quindi chi paga, detrae.

Cosa fare per richiedere la detrazione fiscale

Negli ultimi anni le procedure burocratiche per richiedere le detrazioni sono state notevolmente semplificate e ridotte. Per richiedere l’agevolazione fiscale è necessario pagare i lavori tramite bonifico in cui devono figurare la causale specifica del pagamento, i dati fiscali del pagante e del ricevente; indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali dell’immobile su cui viene realizzato l’impianto fotovoltaico, in alcuni casi inviare all’Asl l’apposita comunicazione di effettuazione lavori.

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L’impianto fotovoltaico aumenta la certificazione energetica?

Il fotovoltaico può contribuire in maniera significativa alla riduzione dei consumi energetici di un edificio, così come calcolati dalla certificazione energetica, solo se il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria sono prodotti con l’elettricità, cioè in pratica con una pompa di calore. In tutti gli altri casi, il miglioramento energetico è marginale, dell’ordine del 2-4%, e consegue da quanto l’intervento incide sui consumi delle pompe di circolazione, sull’eventuale ricircolo sanitario e sul consumo elettrico della caldaia normale o a condensazione. Al contrario non rileva l’incidenza sull’illuminazione dato che questa non è compresa nel calcolo del fabbisogno energetico.

Pertanto, l’installazione di un impianto fotovoltaico può contribuire in modo determinante all’abbattimento della bolletta elettrica, soprattutto se si autoconsuma l’energia prodotta. Tale installazione consente anche l’innalzamento della classe energetica di una casa o di un edificio, ma per calcolare esattamente quanto questo intervento possa essere opportuno e vantaggioso, ovvero in che misura migliori la classificazione energetica, è necessario rivolgersi ad un tecnico di fiducia.

 

 

 

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