Global strike for climate, dal 20 al 27 settembre la più grande mobilitazione per il clima di sempre

In concomitanza con il vertice Onu sul clima, milioni di persone in tutto il mondo hanno preso parte agli scioperi promossi dai Fridays for Future.

È una mobilitazione senza precedenti quella che, dal 20 al 27 settembre, ha già portato milioni di giovani e cittadini di oltre 160 Paesi a manifestare, per chiedere ai governi azioni concrete per far fronte alla crisi climatica e salvare il pianeta.

Per cosa si sciopera

L’iniziativa segna il terzo sciopero globale (dopo quelli del 15 marzo e del 24 maggio scorsi) organizzato dai Fridays for Future. Il movimento include milioni di giovani di tutto il mondo, che con i loro “scioperi del venerdì” hanno saputo accendere i riflettori sul problema del riscaldamento globale, come mai nessuno era riuscito a fare prima d’ora.

A ispirarli e guidarli, sia idealmente che concretamente, è la sedicenne Greta Thunberg, ormai diventata simbolo della lotta dei più giovani contro la crisi climatica.

Obiettivo comune: pretendere dai governanti interventi decisivi e immediati per salvare un pianeta sempre più compromesso dall’azione umana, favorendo una transizione sostenibile che riduca sensibilmente le emissioni di CO2 e ponga fine all’epoca dei combustibili fossili.

I numeri record di uno sciopero destinato a entrare nella storia

Ad aprire la settimana della Climate Action è stata la marcia di New York del 20 settembre, dove oltre 250mila persone hanno sfilato per le strade di Manhattan, fino a raggiungere Battery Park, dove un palcoscenico ha ospitato artisti e attivisti, inclusa la stessa Greta Thunberg.

Contemporaneamente hanno avuto luogo oltre 500 scioperi solo sul territorio statunitense e gli organizzatori contano che entro la fine della settimana si conteranno circa 6000 eventi in altri 161 paesi del mondo con oltre 3 milioni di persone scese nelle piazze (il precedente record erano i 2,3 milioni dello scipero del 15 marzo 2019).

Numeri record, che per la prima volta hanno potuto contare anche sulla presenza degli adulti, coinvolti dai Fridays for Future per ribadire la necessità di un’alleanza intergenerazionale in questa lotta che riguarda tutti.

Anche l’Italia in prima linea allo sciopero del 27 settembre

La settimana di mobilitazione internazionale culminerà venerdì 27 settembre con il terzo Global Strike for Future. A scendere in piazza, con circa 166 eventi organizzati, saranno anche i movimenti italiani dei Fridays for future, particolarmente attivi già nelle precedenti occasioni.

Come accaduto per il distretto scolastico di New York, il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, in una circolare rivolta ai dirigenti scolastici, ha manifestato l’auspicio che un’eventuale assenza degli studenti per partecipare alla mobilitazione venga “giustificata“, definendo lo sciopero globale per il clima “la lezione più importante che i ragazzi possano frequentare”.

Il discorso di Greta Thunberg al vertice Onu sul clima

Non sono date casuali quelle scelte per questa Climate Action Week, che ha voluto puntare i riflettori sul vertice straordinario delle Nazioni Unite del 23 settembre a New York, dove governi, multinazionali e ong si sono riuniti per fare il punto e rinnovare gli impegni sottoscritti quattro anni fa con l’Accordo di Parigi.

Qui Greta Thunberg ha rivolto un appello particolarmente accorato ai giovernanti: “Tutto questo è sbagliato. Io non dovrei essere qui. Dovrei essere a scuola, dall’altra parte dell’oceano. Eppure venite da noi giovani a parlare di speranza? Come osate! Mi avete rubato i sogni e l’infanzia con le vostre parole vuote. E io sono una delle più fortunate. Le persone stanno soffrendo. Le persone stanno morendo. Interi ecosistemi sono al collasso. Siamo all’inizio di un’estinzione di massa. E tutto quello di cui parlate sono i soldi e le favole dell’eterna crescita economica. Come osate!”.

 

Alice Zampa

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