Green bond, la finanza diventa sostenibile

Che cosa sono i green bond?

I green bond (“Obbligazioni Verdi”) sono gli strumenti di finanza sostenibile più diffusi al mondo. Sono titoli di debito attraverso i quali le società pubbliche e private ricevono finanziamenti per progetti e soluzioni di carattere ecologico, a tutela dell’ambiente ed in contrasto ai cambiamenti climatici.

 

Il funzionamento rispecchia quello delle normali obbligazioni, attraverso le quali l’impresa emittente riceve finanziamenti da parte di investitori, i quali, dopo un determinato periodo di tempo, sono rimborsati della somma conferita con l’aggiunta di un tasso di rendimento fisso e variabile.

 

Le differenze principali sono due: l’esclusiva finalità ambientalistica e la totale trasparenza garantita agli investitori. La società emittente è vincolata ad utilizzare la liquidità ricevuta esclusivamente per finanziare progetti e soluzioni sostenibili.  Si impegna, inoltre, a redigere rapporti dettagliati sullo stato di avanzamento dei progetti in modo da aggiornare costantemente gli investitori suoi progressi realizzati grazie all’utilizzo dei loro finanziamenti.

 

Origine e diffusione delle obbligazioni verdi

La nascita delle obbligazioni verdi risale a pochi anni fa e le sue previsioni di crescita sono tutt’altro che negative.

 

La prima emissione di green bond è stata eseguita nel 2007 dalla Banca europea per gli Investimenti (BEI), la quale utilizzò i fondi raccolti principalmente per finanziare progetti per lo sviluppo delle energie rinnovabili.

 

Negli ultimi cinque anni, in seguito al particolare interesse maturato da un numero sempre maggiore di emittenti, il mercato verde ha iniziato a crescere in maniera esplosiva. In particolare, la finanza sostenibile ha iniziato ad attirare le attenzioni del settore privato ed in poco tempo le imprese hanno notevolmente aumentato la loro partecipazione nel mercato delle obbligazioni responsabili, consapevoli della grande opportunità di finanziare importanti investimenti di sostenibilità.

 

Non solo le imprese private, ma anche i Paesi hanno iniziato ad emettere green bond. L’emissione di titoli verdi sovrani è diventata d’importanza chiave per aumentare il proprio capitale al fine di attuare piani infrastrutturali e rispettare gli obiettivi previsti dall’ accordo sul clima di Parigi del 2015 e degli obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dall’ agenda 2030 adottata dall’ ONU.

 

Al 31 dicembre 2017, l’emissione di green bond ha superato ogni previsione ed ha raggiunto la cifra storica di 155,50 miliardi di dollari, registrando un aumento del 78% rispetto al 2016 dove si era fermata a 87,20 miliardi[1]; per l’anno 2018 si stima un’emissione complessiva che raggiungerà i 250 miliardi di dollari. In totale l’universo dei green bond in circolazione ammonta a 389 miliardi di dollari. Stati Uniti, Cina e Francia guidano la classifica delle top dieci emittenti ed anche l’Italia fa la sua parte grazie ad un mercato di obbligazioni sostenibili che vale 6 miliardi di dollari[2]

 

Benefici ed obiettivi della finanza sostenibile

La finanza sostenibile diventa, quindi, un utile strumento per trasformare le problematiche ambientali in opportunità economiche.

Gli investitori possono beneficiare di ricavi esenti da tasse e partecipare in maniera efficace ai progetti di riqualificazione ambientali programmati dalle aziende, conferendo un’impronta ecologica ai propri investimenti.

Le imprese hanno la possibilità di finanziare la propria transizione ecologica ed acquisiscono un’immagine di responsabilità sociale di fronte ai consumatori, sempre più attenti a questi temi.

 

Nel complesso, consumatori ed investitori premiano le imprese che maggiormente investono nella realizzazione di progetti ecologici ed utilizzano strumenti finanziari responsabili. Tutto ciò provoca senza dubbio una spinta verso una sempre maggiore responsabilità sociale e verso lo sviluppo e la diffusione di nuovi strumenti e nuove idee sostenibili.

 

Tuttavia, secondo un rapporto dalla Climate Bonds Initiative, organizzazione internazionale impegnata a mobilizzare il mercato di tutte le destinate a soluzioni ai cambiamenti climatici, saranno necessari sforzi maggiori ed uno sviluppo ancora più robusto e deciso per raggiungere gli obiettivi globali prestabiliti. Per rispettare l’accordo di Parigi, infatti, entro il 2020 sarà necessario emettere green bond per un valore di 1000 miliardi di dollari all’anno e bisognerà raggiungere la cifra complessiva di 90.000 miliardi di dollari entro il 2030.

Sono cifre che superano nettamente la quantità di emissioni annuali realizzate attualmente dai vari soggetti economici.

 

Per il raggiungimento di una piena transizione ecologica occorrerà, pertanto, superare alcune criticità riguardanti le credenziali di alcune emittenti e alcuni limiti che ancora condizionano la piena efficacia dei green bond. In particolare, è necessario perfezionare la misurazione degli impatti ambientali dei progetti, in modo da elargire informazioni affidabili agli investitori ed occorrerà un aumento del numero degli emittenti nei paesi in via di sviluppo, cui maggiormente hanno bisogno di progetti ambientali e dove la finanza sostenibile è ancora poco diffusa.

 

Bruno Bonifacio

®Eco_Design WebMagazine

 

 

[1] Climate Bonds Initiative, Green Bond Highlights, 2018
[2] Green Bond, in Italia mercato da 6mld $, giugno 2018. http://www.ansa.it/

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