Green Deal europeo, la nostra tabella di marcia verso il futuro

Rendere l‘Europa climaticamente neutrale entro il 2050, creare un’economia davvero circolare e ripristinare la biodiversità. Sono gli obiettivi chiave del Green Deal europeo, studiato per affrontare e vincere la sfida più grande che l’umanità si sia mai trovata ad affrontare.

“Il Green Deal europeo è la nuova strategia di crescita dell’Europa”. Con queste parole Ursula Von der Leyen, presidente della commissione europea, presentò, nel dicembre 2019, il piano d’azione adottato dal Vecchio Continente per permettere ai governi, alle imprese e alle persone di poter affrontare e vincere una sfida senza precedenti: quella imposta dall’emergenza climatica. Un impegno assunto con determinazione dalla Von der Leyen che ha scelto di porlo tra le priorità del suo mandato.

Le conseguenze sempre più tragiche del riscaldamento globale sull’ambiente e sulla vita delle persone rappresentano, infatti, sono una minaccia che necessita di azioni immediate e di risposte concrete e strutturate. Quelle che il Green Deal tenta di dare, trasformando le sfide ambientali in opportunità, da declinare in tutti i settori. A cominciare da quello energetico, considerato strategico per vincere la sfida cruciale delle “zero emissioni entro il 2050”.

Il nome di questo “nuovo patto” rimanda in modo evidente al Green New Deal proposto (e respinto) nel marzo 2019 al congresso americano dalla deputata e attivista Alexandria Ocasio-Cortez e dal senatore Ed Markey. Sebbene animati dai medesimi principi, il patto europeo è stato però definito più realistico e attuabile. Tanto da essere non solo approvato dall’UE ma da aver compiuto, nei suoi primi sei mesi di vita, già diversi incoraggianti passi.

 

Gli obiettivi e le azioni del Green Deal europeo

Il Green Deal europeo si prefigge di trasformare l’Unione Europea in un’economia moderna competitiva, sostenibile ed efficiente, di migliorare il benessere delle persone e di proteggere il nostro habitat naturale.

Un piano tutt’altro che utopico e strutturato secondo una vera e propria tabella di marcia, che si traduce in obiettivi precisi e ambiziosi, come dimostrato anche dalle parole di Ursula Von der Leyen, che ha dichiarato: “Voglio che l’Europa diventi il primo continente della Storia a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050”.

Il che significa arrivare a zero emissioni nette di gas a effetto serra entro metà secolo. È proprio questo il target fondamentale del patto europeo, con cui si tenta di rispettare quanto stabilito dall’Accordo di Parigi (ovvero tenere sotto gli 1,5 gradi centigradi l’innalzamento della temperatura media) e a cui fanno seguito tutti gli altri obiettivi, che si possono così riassumere:

  • ridurre l’inquinamento in modo rapido ed efficace, favorendo l’uso efficiente delle risorse
  • ripristinare la biodiversità e la protezione del nostro ecosistema
  • offrire maggiori opportunità per fonti di energia alternative e più pulite, decarbonizzando il settore energetico
  • garantire un sistema agricolo più sostenibile attraverso una common agricultural policy (CAP)
  • proporre sistemi di trasporto più efficienti e sostenibili
  • garantire una catena alimentare più sostenibile e cibo di qualità
  • garantire cicli di produzione industriali più sostenibili, investendo in tecnologie rispettose dell’ambiente e sostenendo l’industria nell’innovazione
  • intervenire sul settore edilizio rendendolo meno impattante grazie a una maggiore efficienza energetica degli edifici
  • collaborare con i partner internazionali per migliorare gli standard ambientali mondiali.

Una transizione equa, per non lasciare indietro nessuno

Per poter raggiungere questi target la commissione europea procede attraverso piani strategici da tradurre in azioni concrete, da portare avanti “senza lasciare indietro nessuno”. Come sottolineato da Frans Timmermans, primo vicepresidente della Commissione europea  che ha ricevuto una delega ufficiale dalla von der Leyen:

“Proponiamo una transizione verde e inclusiva che contribuirà a migliorare il benessere delle persone e a trasmettere un pianeta sano alle generazioni future.”

Oltre a proporre un piano strategico e a emanare vere e proprie leggi, con il Green Deal l’UE si impegna dunque a fornire un sostegno finanziario e assistenza tecnica per aiutare le persone, le imprese e le regioni più colpite dal passaggio all’economia verde. Si tratta del cosiddetto “meccanismo per una transizione giusta”, che per questa sfida mobiliterà (nelle stime fatte) circa mille miliardi di euro nei prossimi dieci anni.

Un piano di investimenti che corrisponde a un quarto del bilancio dell’Unione europea e che dimostra la sua determinazione nel portare avanti questa rivoluzione verde.

Per restare aggiornati sui passi fatti in questi primi mesi dalla commissione europea è possibile consultare i canali ufficiali della commissione europea, dove viene tenuta traccia della cronologia degli step fondamentali.

Tra questi compare anche il patto per il clima, ovvero uno strumento attraverso il quale l’UE mira a informare, ispirare e promuovere la cooperazione tra persone e organizzazioni, imprese, società civile, istituzioni educative, ricerca e innovazione.

Per elaborare questo patto l’UE ha voluto coinvolgere direttamente i cittadini attraverso una consultazione online partita lo scorso marzo e aperta fino  al 17 giugno per raccogliere idee e punti di vista.

Un modo concreto per costruire tutti insieme, passo dopo passo, il Green Deal europeo.

 

Alice Zampa

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