Il sole nell’acqua. Cos’è il fotovoltaico galleggiante e perché ne sentiremo parlare sempre di più

Secondo le analisi degli esperti, gli impianti fotovoltaici galleggianti regitreranno un trend in crescita nei prossimi anni. Ecco come funziona e quali vantaggi presenta.

Sappiamo che il settore delle fonti di energia rinnovabile è in costante crescita. In questo panorama la produzione fotovoltaica è a sua volta destinata a un sensibile sviluppo entro i prossimi anni.

A favorire il trend sono i prezzi sempre più competitivi e l’evoluzione della tecnologia.

Tra le applicazioni più promettenti e interessanti di questo ramo c’è il fotovoltaico galleggiante: un impianto solare realizzato su laghi, riserve o altre superfici d’acqua, che funziona esattamente come una normale centrale posizionata sui tetti o sulla terraferma. Proprio il mese scorso avevamo parlato dell’inaugurazione in Francia del più grande impianto di fotovoltaico galleggiante d’Europa.

La cosa più interessante è che, secondo recenti studi, questa tecnologia potrebbero diventare addirittura un pilastro dell’industria fotovoltaica su scala mondiale, offrendo la possibilità di aumentare in modo significativo l’uso dell’energia solare in Paesi con un’alta densità di popolazione e in cui la terraferma a disposizione scarseggia.

 

Il futuro del fotovoltaico galleggiante nelle analisi degli esperti

A ripercorrere i passaggi nell’evoluzione del fotovoltaico galleggiante e a tracciare un trend per il futuro è il rapporto Where Sun Meets Water – Floating Solar Market Report, elaborato dal Solar Energy Research Institute of Singapore(SERIS) in collaborazione con la Banca Mondiale.

Quest’analisi giunge alla conclusione che  “il solare galleggiante ha tutte le carte in regola per espandersi in diverse parti del mondo”. In particolare, in questa fase di mercato, è il Sud-Est asiatico a trainare i progetti, soprattutto in Cina. Qui sono previsti impianti da decine di MW di potenza e vengono sfruttate soprattutto ex cave minerarie allagate.

Il rapporto stima che il potenziale globale del solare galleggiante, anche secondo ipotesi conservative, sia di 400 gigawatt (GW). Si tratterebbe approssimativamente della capacità totale di tutti gli impianti solari fotovoltaici registrata in tutto il mondo alla fine del 2017.

Anche un’altra recente ricerca ha scommesso sulla crescita di questa nicchia all’interno delle fonti di energia rinnovabile. Si tratta di quella condotta da Wood Mackenzie Power & Renewables, secondo cui entro la fine del 2019 saranno installati sull’acqua almeno 2,4 GW di pannelli fotovoltaici, distribuiti in 35 paesi nel Mondo.

Gli analisti qui affermano che il solare galleggiante soddisferà poco meno dell’1% della domanda solare globale annuale entro la fine del 2019, crescendo ulteriormente con una media del 22 per cento, anno su anno, dal 2019 al 2024, soddisfando il 2% della domanda solare globale entro il 2022.

Anche qui si parla del ruolo da protagonista della regione dell’Asia Pacifico, dove secondo la ricerca, si concentra attualmente l’87 % della capacità solare galleggiante globale, con Corea del Sud e Taiwan, leader del settore.

Cos’è e che vantaggi ha il fotovoltaico galleggiante

Il layout generale di un impianto fotovoltaico galleggiante è simile a quello di un impianto fotovoltaico tradizionale. Unica differenza è proprio che il generatore fotovoltaico  e l’inverter sono montati su una piattaforma galleggiante (quest’ultimo può anche essere posizionato a terra). 

Sebbene l’investimento iniziale per un impianto solare galleggiante sia più elevato rispetto alle installazioni a terra, soprattutto perché bisogna prevedere delle spese aggiuntive per le zattere e gli ancoraggi, esistono numerosi potenziali vantaggi che possono spingere a scegliere questa soluzione. A sottolinearlo è la ricerca del SERIS,  che precisa anche che i costi scenderanno nel tempo grazie alle economie di scala.

Innanzitutto lo studio parla di una produzione fino al 10% in più di energia rispetto agli impianti a terra, grazie a fattori favorevoli, come il cooling effect, ovvero il minore surriscaldamento dei moduli, dovuto al raffreddamento “naturale” garantito dall’acqua e la minore presenza di polvere o di altra sporcizia che può accumularsi sulla superficie dei pannelli, limitandone l’efficienza. Altri potenziali vantaggi del solare galleggiante includono: una ridotta evaporazione dai serbatoi d’acqua (le superfici su cui sono posati); un miglioramento della qualità dell’acqua, grazie alla riduzione della crescita delle alghe; eliminazione della necessità di preparazione del sito principale (come il livellamento o la posa di fondamenta), chedeve essere fatto per alcune installazioni terrestri; facilità di installazione e distribuzione in siti con bassi requisiti di ancoraggio e ormeggio, con un elevato grado di modularità, che consente installazioni più veloci.

Tuttavia, lo studio precisa anche che l’entità esatta dei vantaggi del fotovoltaico galleggiante su quello tradizionale resta da verificare nei prossimi anni.

Intanto le premesse e le analisi in supporto per uno sviluppo positivo non mancano.

 

Alice Zampa

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