La riviera romagnola è Plastic Free

In seguito alla direttiva Ue che bandisce la plastica dal 2021, la città di Rimini si è data subito da fare, diventando la prima riviera italiana ‘plastic free’. Il 15 Aprile, infatti, è entrato in vigore il divieto relativo all’utilizzo di contenitori monouso di plastica. È proibito, inoltre, fumare sui 15 chilometri di costa adriatica riminese. In seguito ad un iniziale periodo di tolleranza, i trasgressori saranno multati fino a 50 euro.

L’iniziativa ‘Romagna plastic free 2023’ coinvolge, oltre al Comune romagnolo associazioni e categorie.

L’assessorato all’Ambiente ha ritenuto che un divieto totale si sarebbe rivelato eccessivamente gravoso, sia per gli operatori che per l’ingente quantità di materiale acquistato dai rivenditori locali. L’iniziativa mira ad inviare un messaggio di tutela ambientale, di modo da incoraggiare cittadini e turisti all’assunzione di nuove abitudini. Secondo l’assessore Anna Montini, “c’è una maggiore conoscenza e consapevolezza rispetto ai temi della sostenibilità, anche se dobbiamo, tutti, rimboccarci le maniche, partendo dalla cosa più semplice: quando ci è possibile, riduciamo l’uso degli oggetti in plastica monouso e di plastica in genere. Ma non fermiamoci: puliamo le sponde dei fiumi (da cui deriva la gran parte dei rifiuti che si trova in mare), raccogliamo i rifiuti in spiaggia, sui bordi delle strade.”

Ricordano inoltre dal Comune che vanno ringraziate le associazioni e i gruppi di volontari che già stanno dando l’esempio, senza clamori.

Un comune, quello di Rimini, noto per l’attenzione posta alla questione ecologica, e che aveva investito 200 milioni di euro per riqualificare l’intera rete fognaria. L’amministrazione locale, che aveva predisposto cassonetti per lo smaltimento gratuito di rifiuti di plastica pescati in mare, fornirà (ora che il DDL “Salva Mare” è stato varato) quattro imbarcazioni della marineria locale per ripescare rifiuti. Ad accompagnare queste disposizioni, altre misure a tutela dell’ambiente: le mense scolastiche comunali, a partire dalle prossime settimane, utilizzeranno piatti di ceramica e, da febbraio invece, è fatto divieto di  utilizzare coriandoli di plastica o plastificati su suolo pubblico.

Queste iniziative, presenti anche in altri comuni italiani, nascono dalla volontà di contrastare l’inquinamento da plastiche ed altri materiali non biodegradabili: piatti, bicchieri, cannucce, mozziconi di sigarette e bastoncini per palloncini rappresentano il 70% dei rifiuti marini. Nei mari italiani questa percentuale sale al 95,7%, di cui un 43% nell’Adriatico centro settentrionale.

 

 

Antonio Coco

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