La svolta ambientalista di Burberry

Il celebre gruppo britannico si appresta a diventare più ecologico

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Sembra che l’ondata green all’interno della moda internazionale continui a espandersi, ed è giunta anche in Inghilterra, dove la casa di moda Burberry sembra essere decisa a dare una svolta green a tutta la filiera.

 

No alla distruzione dei prodotti invenduti

Dopo essere stato al centro della cronaca internazionale per aver comunicato in maniera trasparente la distruzione delle rimanenze di magazzino, per un valore di 28,6 milioni di sterline, il celebre marchio torna a far parlare di sé ma in maniera positiva: ha dichiarato pubblicamente, infatti, che non distruggerà più i prodotti invenduti.

La casa di moda ha affermato che già da tempo è impegnata a riutilizzare, riparare, donare e riciclare prodotti invenduti, ma si impegnerà ancora di più a ridurre l’avanzo di magazzino. Tutto ciò all’insegna di quella necessità delle case di moda di lusso di distinguersi dalle insegne del fast fashion, che influiscono negativamente in termini di sostenibilità ambientale.

 

Energia rinnovabile entro il 2022

La nota casa di moda inglese è inoltre occupata a rispettare l’impegno preso con l’entrata nel piano RE100, iniziativa volta a unire le imprese più influenti e potenti del mondo affinché utilizzino energia pulita.

L’azienda ha come obiettivo quello di adoperare, entro il 2022, il 100% di energie rinnovabili per alimentare le proprie strutture così da incrementare un’economia a basso impatto ambientale e incoraggiare tutti i fornitori a utilizzare energia pulita.

 

Lo stop alle pellicce e altre iniziative green

Il brand ha deciso di adottare una politica più green e cruelty-free con l’eliminazione dalle proprie collezioni di pellicce vere, come hanno affermato Riccardo Tisci, direttore creativo, e Marco Gobbetti, amministratore delegato, che hanno contribuito alla svolta green del marchio inglese.

Oltre alle pellicce di animali come il coniglio, la volpe, il visone e il procione asiatico, anche la lana d’angora non sarà più presente nei capi della casa di moda.

Altra iniziativa è quella avviata grazie alla collaborazione con Elvis & Kresse: l’azienda, specializzata nella moda sostenibile, aiuterà Burberry a trasformare 120 tonnellate di scarti di pelle in nuovi prodotti.

Inoltre, bisogna ricordare che esiste un Burberry Material Futures Research Group del Royal College of Art che si sta occupando dell’invenzione di nuovi materiali sostenibili, e anche una partnership stretta con Oxfam in Italia per un’industra del cashmere più sostenibile per l’ambiente afgano.

Ma non finisce qui: la maison inglese punta, entro il 2020, a eliminare tutte le sostanze nocive presenti sui suoi capi. Questo è frutto di un accordo fatto nel 2014 con Greenpeace con l’obiettivo di tutelare sia i consumatori che l’ambiente.

 

®Eco_Design WebMagazine

 

 

 

 

 

 

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