Milano, la zona del Pirellino diventa green con l’Orto Verticale firmato Boeri

Dopo il Bosco Verticale un altro progetto dove la botanica si intreccia con l’architettura

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“Il nostro progetto riporta in vita un nobile edificio (l’ex Pirellino). In un periodo così difficile, questo progetto rilancia nel mondo la visione di una Milano che scommette sul futuro e affronta con coraggio le grandi sfide della crisi climatica”. Le parole di Stefano Boeri, l’architetto che insieme allo studio americano Diller Scofidio + Renfro si è aggiudicato il concorso per la riqualificazione del complesso P39, noto come il “Pirellino” di Milano.

Dopo il Bosco Verticale potrebbe sorgere a Milano il primo progetto italiano del celebre studio d’architettura americano Diller Scofidio + Renfro, famoso tra le altre cose per aver realizzato la High Line nella Grande Mela, e Stefano Boeri Architetti.  Si sono infatti aggiudicati il concorso indetto nel 2019 da Coima Sgr S.p.A., per conto del Fondo COF II, finalizzato all’elaborazione di nuove strategie per la riqualificazione del complesso P39, noto anche come il “Pirellino“, e di alcune aree limitrofe. Il progetto è una sorta di “orto botanico verticale”, simile al Bosco Verticale, puntando però su fiori e piante officinali

Costruito negli anni Sessanta, con una superficie complessiva di oltre 60.000 mq su 26 piani per 90 metri di altezza, Pirelli 39 è un edificio attualmente vuoto, dismesso dal Comune di Milano nel marzo 2015, privo di certificazioni di sostenibilità, non conforme alle norme anti-sismiche, inefficiente per un uso moderno e con problemi strutturali, di inquinamento e degrado ambientale-urbanistico-edilizio.

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In qualità di committente, Coima ha inteso il progetto come “un’opportunità di grande innovazione per Milano, oggi più che mai”, assegnandogli una “valenza culturale e simbolica di uscita da un periodo così difficile”. 

L’obiettivo è quello di riqualificare l’edificio di via Pirelli 39 nell’ambito di un progetto di rigenerazione urbana nell’area che, negli ultimi anni, ha cambiato volto grazie alla realizzazione della Biblioteca degli Alberi e di tutti i progetti correlati.

 

Cosa diventerà Pirelli 39?

Pirelli 39 è collocato al centro dell’area Porta Nuova Gioia, tra la stazione Centrale, a est, e scalo Farini, a ovest, e rappresenta il punto di accesso a Porta Nuova provenendo da nord verso il centro città. La sua riqualificazione si inserisce nel processo di rigenerazione dell’area su scala di quartiere iniziato con Gioia 22 e che si completerà nei prossimi anni con lo sviluppo dei progetti di Pirelli 35 e Gioia 20.

La connotazione di questo nuovo giardino fa pensare a una sorta di “orto verticale”: 1700 metri quadri di vegetazione distribuita sui piani e particolarmente sensibile al variare delle stagioni.  Il progetto si articolerà tra la torre esistente, l’edificio a ponte coperto che attraversa via Melchiorre Gioia e una nuova torre residenziale, qualcosa di molto simile al Bosco Verticale, puntando però su piante e fiori, specie su piante officinali.

La proposta DS+R e Stefano Boeri prevede:

  • Recupero dell’edificio esistente: l’edificio sarà ripensato mantenendone la prevalente destinazione terziaria ma adeguandolo agli attuali standard di uso degli spazi uffici nel segno dell’innovazione e della sostenibilità, in linea con i parametri Next Generation EU. Il progetto prevede il mantenimento del carattere dell’edificio originario, aggiornandolo nella dotazione impiantistica e nelle performance energetiche e adeguandolo strutturalmente al fine di consentirne parametri adeguati di efficienza, risolvendo i limiti attuali e consentendo di considerare il riuso dell’edificio esistente rispetto all’alternativa di una demolizione e ricostruzione integrale;
  • Edificio a ponte: percepito oggi come un “muro” di separazione su via Melchiorre Gioia, grazie all’applicazione della L.R. 18/2019 il progetto lo ripensa come un nuovo “hub” a servizio della città, uno spazio aperto per eventi, mostre ed esposizioni, con aree incontri e wellness dedicato ad essere un laboratorio sull’impatto climatico e ambientale, ed estensione della Biblioteca degli Alberi. Punto centrale della trasformazione dell’edificio sarà la green house, una vera e propria serra della biodiversità;
  • Nuova torre residenziale: 700 mq di vegetazione, distribuita sui piani in modo che le fioriture cambino i colori dell’edificio al variare delle stagioni, assorbiranno 14 tonnellate di Co2 e produrranno 9 tonnellate di ossigeno l’anno, al pari di un bosco di 10 mila metri quadrati. Con 2.770 mq di pannelli fotovoltaici la torre sarà in grado di autoprodurre il 65% del proprio fabbisogno energetico. L’edificio prevede parti strutturali in legno che ne diminuiranno il carbon footprint, tra cui 1.800 metri cubi di legno dei pavimenti che consentiranno di risparmiare fino a 3.600 tonnellate di biossido di carbonio nelle fasi di costruzione.

Stefano Boeri ha dichiarato: “Il nostro progetto riporta in vita un nobile edificio (l’ex Pirellino), propone una torre dove la Botanica si intreccia con l’architettura e inventa con il nuovo Ponte/Serra uno spazio verde aperto a tutta la città. In un periodo così difficile, questo progetto rilancia nel mondo la visione di una Milano che scommette sul futuro e affronta con coraggio le grandi sfide della crisi climatica.”

Elizabeth Diller, partner di Diller Scofidio + Renfro, ha dichiarato: “Il nostro studio è entusiasta di avere la possibilità di dare un contributo architettonico significativo alla città di Milano, il nostro primo progetto in Italia. Poiché gran parte del nostro lavoro si concentra sul futuro delle città, il progetto Pirelli 39 rappresenta una grande opportunità per un nuovo modello di sviluppo ad uso misto e di crescita urbana sostenibile”. Il progetto combina il riuso di edifici storici con un nuovo edificio responsabile dal punto di vista ambientale, e una vibrante destinazione culturale ‘vivente’ dedicata all’arte e alla scienza delle piante.”

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Il Bosco verticale firmato sempre da Boeri è stato  costruito a Milano nell’area Porta Nuova con le sue due torri alte 80 e 112 m, che ospitano nel complesso 800 alberi (480 alberi di prima e seconda grandezza, 300 dalle dimensioni più ridotte, 15.000 piante perenni e/o tappezzanti e 5.000 arbusti). Una vegetazione equivalente a quella di 30.000 mq di bosco e sottobosco, concentrata su 3.000 mq di superficie urbana. Lo schermo vegetale del Bosco filtra i raggi solari generando un microclima interno senza effetti dannosi sull’ambiente. 

 

 

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