Plastica, dall’America una tecnica per trasformarla in carburanti puliti

Un gruppo di ricercatori della Perdue University ha studiato una tecnica per ricavare carburanti dai rifiuti della plastica.

L’accumulo dei rifiuti da plastica rappresenta una vera e propria piaga per il nostro pianeta, tanto che secondo l’Onu ogni anno più di 8 milioni di tonnellate finiscono negli Oceani. Per limitarne la presenza e favorirne il riuso, un gruppo di ricercatori della Davidson School Chemichal Engineering della Perdue University, nell’Illinois, ha messo a punto un sistema di riciclo efficiente e innovativo.

Si tratta di una tecnica di liquefazione idrotermica che permette di trasformare gli scarti di plastica poliolefinica in materiali utili come polimeri, nafta, solventi o altri carburanti. Il metodo sperimentato dalla squadra guidata dalla professoressa Linda Wang è assai rapido nei tempi. La prima fase del processo riguarda l’estrazione delle  particelle presenti nel polipropilene , materiale sintetico di origine petrolifera presente nei prodotti di consumo come i contenitori per il cibo, o negli imballaggi. Una volta estratte poi vengono liquefatte in acqua supercritica (temperatura tra i 380-500° C e 23 MP)  per un tempo di reazione tra i 30 minuti e le 6 ore. Durante le prove i ricercatori sono riusciti a convertire il 90% del prodotto ottenuto in combustibile pulito. Rispetto all’incenerimento e alle attuali tecniche di riciclo, il progetto della Perdue University è risultato meno inquinante in termini di emissioni di Co2.  

L’impatto della scoperta potrebbe essere davvero forte. Delle 8,3 miliardi di tonnellate di plastica prodotte negli ultimi 65 anni, solo il 12% è stato incenerito e solo il 9% riciclato.  Il rimanente 79% (oltre 6,5 miliardi di tonnellate) circola disperso tra le terre emerse e gli oceani. I rifiuti di polipropilene rappresentano circa il 23% del totale dei rifiuti di plastica. Oltre che all’ambiente, il sistema studiato dalla Perdue University avrebbe effetti positivi anche sul mercato dei carburanti. Secondo una prima stima dei ricercatori, i combustibili derivati dalla conversione potrebbero soddisfare il 4% della domanda annua di benzina o diesel.

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