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Proteggiamo l’ozono

Il 16 settembre è la Ozone World Day: l’occasione per riflettere sull’importanza della salvaguardia di questo scudo del Pianeta

Il 16 settembre è la Giornata internazionale per la preservazione dello strato di ozono. Si tratta di una ricorrenza istituita nel 1994 dall’Assemblea generale delle Nazioni unite e il giorno scelto è lo stesso in cui, nel 1987, le Nazioni firmarono il Protocollo di Montréal sulle sostanze che riducono lo strato di ozono.

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Cos’è il buco nell’ozono

Tante volte abbiamo sentito e usato il termine ‘buco nell’ozono’, ebbene questa espressione è stata coniata nel 1985 da Sherwood Rowland, premio Nobel per la chimica nel 1995, per indicare l’anomalo assottigliamento dello strato di ozono presente nella stratosfera. Lo strato di ozono che avvolge il nostro pianeta è indispensabile per la vita sulla Terra, si tratta infatti di un gas naturale che protegge la Terra dalle radiazioni ultraviolette nocive e dai raggi UV-B del sole. Dato che questo strato nel corso degli ultimi decenni si è impoverito a causa delle sostanze chimiche prodotte dalle attività umane, l’obiettivo della ricorrenza è quello di focalizzare l’attenzione sull’importanza della sua salvaguardia. Tra le cause dirette di tale fenomeno di impoverimento ci sono l’aumento delle temperature terrestri e l’aumento dei casi di melanoma.

Il Protocollo di Montréal ha catalogato le sostanze chimiche colpevoli di impoverire lo strato di ozono e ha stabilito precise scadenze per l’interruzione della loro produzione e del loro consumo. Il successo di tale protocollo dimostra la possibilità di vincere sfide globali quando le Nazioni agiscono insieme, ecco perché proprio questa data è stata scelta per la ricorrenza.

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La stato attuale della fascia di ozono

L’inversione di marcia non è stata facile né veloce, ma uno studio dell’Unep (United Nations Environment Programme) e della Wmo (World Meteorological Organization) del 2014 è stato il primo a rilevare che lo strato di ozono stava aumentando per la prima volta dopo 35 anni. Successivamemnte, e più recentemente, il CAMS (Copernicus Atmosphere Monitoring Service) ha constatato che l’estensione spaziale del buco dell’ozono sta procedendo a un ritmo sostanzialmente più lento del solito. Una conferma in tal senso viene dal rapporto Scientific Assessment of Ozone Depletion, pubblicato nel 2016 dall’Omm (Organizzazione meteorologica mondiale) e dal Pnue (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente), assieme al Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration), Nasa e Commissione europea, secondo il quale entro il 2060 l’intero strato di ozono verrà rigenerato.

La giornata di lunedì 16 settembre, quindi, vedrà svolgersi molte iniziative in ogni parte del mondo: la sensibilizzazione degli abitanti del Pianeta, infatti, è l’unica strada da percorrere.

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