Veduta dall'alto di Torino

Sos polveri sottili: perché oggi stiamo peggio che nel 2014

Chi sale e chi scende: il confronto fra la situazione nel 2017 e quella di tre anni prima per capire cosa è cambiato nella qualità dell'aria

Il cielo è sempre più blu? No davvero, se si scomoda il famoso brano di Rino Gaetano visto che, anno dopo anno, il numero dei superamenti del materiale particolato PM10 (il valore di 50 microgrammi per metro cubo è la media giornaliera da non superare oltre 35 volte all’anno, secondo il Decreto Legislativo 15/2010) continua a destare allarme. Un trend progressivamente negativo dal 2014 a oggi tanto che, comparando le ultime statistiche pubblicate da Legambiente, abbiamo scoperto che ben in 13 casi le prime 20 città capoluogo da allarme rosso registravano performance migliori nel 2014. Detto altrimenti, nel 2017 è andata peggio.
Segno forse che i provvedimenti tampone adottati negli ultimi anni – dalle targhe alterne alle domeniche a piedi, passando per i blocchi del traffico – hanno dimostrato tutti i loro limiti.

 

Perché a Torino si respira sempre peggio

È stata la maglia nera per lo smog nel 2017: polveri sottili alle stelle e 112 superamenti di PM10 nel corso dell’ultimo anno. Tre anni prima si stava decisamente meglio: nel 2014 i torinesi hanno respirato aria inquinata per 77 volte. C’è di più. Un anno fa, precisamente nel febbraio 2017, Torino era già fuorilegge avendo già superato il limite giornaliero di polveri sottili per 36 giorni, ovvero uno in più rispetto al limite massimo previsto per legge.

Sarà anche colpa della stagione fredda, del riscaldamento e della mancanza di vento, colpa delle Alpi e degli Appennini che opprimono in una camera a gas il Nord, ma viene spontaneo chiedersi perché in tre anni Torino, anziché fare progressi, sia balzata dal quarto al primo posto della classifica dove l’aria è più irrespirabile.

 

Chi sale

Record di superamenti di PM10 per Cremona: sono stati 105 nel 2017, 77 nel 2014. La città, seconda nella graduatoria 2017 dei capoluoghi più inquinati (alle spalle di Torino), si piazzava al settimo posto nel 2014. Nettamente peggiorate anche le performance di Padova che ha visto raddoppiare i superamenti di particolato nell’arco di 12 mesi (da 56 a 102), salendo dal 18esimo al quarto posto.
A risalire la classifica anche Pavia con 101 superamenti nel 2017, 64 nel 2014: la città lombarda era tredicesima nel 2014, quinta nel 2017. Idem anche ad Asti dove il semaforo rosso è scattato 66 volte, 98 nel 2017 (dall’undicesima alla sesta posizione). Guadagnano tristemente posizione anche Milano e Venezia, rispettivamente al settimo e ottavo posto della classifica 2017 (97 e 94 superamenti). Spostandoci in Emilia Romagna, è a Modena che si respirava meglio nel 2014 con 36 giorni di superamento di PM10 divenuti 83 nel 2017. Stesso copione per Piacenza e Reggio Emilia con 83 giornate off-limits l’anno scorso, più che nel 2014 (38 e 50). Tornando in Piemonte, spunta poi il caso di Vercelli, assente nella classifica dei capoluoghi più inquinati nel 2014 e balzata in quella del 2017 al 19esimo posto.

Nebbia a Pavia

La città di Pavia avvolta in una cappa di smog e nebbia

Chi scende

Quando si dice fare progressi: nel 2014 il comune di Frosinone era salito sul gradino più alto del podio per l’emergenza smog (110 giorni di superamento), nel 2017 è sceso in nona posizione (93 giornate off-limits). Questo probabilmente grazie a una serie di interventi di limitazione del traffico e altre misure adottate dall’amministrazione comunale come la riduzione delle temperature negli edifici. Ha abbassato la soglia di giorni ‘fuorilegge’ anche Vicenza con 90 superamenti di polveri sottili nel 2014, divenuti 77 tre anni dopo, mentre nel 2017 è migliorata relativamente la performance di Alessandria che però non lascia il podio (passa dal secondo al terzo posto). Spariscono invece dalla classifica delle città più inquinate nel 2017 Palermo e Siracusa che, nel 2014, si collocavano alla dodicesima e diciassettesima posizione. Peggio al Nord, meglio al Sud.

 

L’allarme dunque esiste, come riportano nei molti approfondimenti del nostro web magazine sull’emergenza smog e polveri sottili in Italia. Ma negli ultimi 30 anni comunque le concentrazioni di biossido di zolfo, uno degli agenti inquinanti più pericolosi, sono diminuite di ben 30 volte. Altri esempi? Agli inizi del nuovo millennio a Milano abbiamo assistito a 150 superamenti della soglia di PM10, circa 100 nel 2000. Di certo l’inquinamento atmosferico di oggi è più basso che dieci anni fa grazie al ridursi degli inquinanti primari (ossidi di zolfo e ossidi di azoto) e al rinnovo del parco auto circolante, fino agli incentivi per approvvigionarsi di energie rinnovabili. Tuttavia, alla luce del trend negativo messo luce dalla nostra comparazione (specialmente nelle città del Nord e del bacino padano) non c’è molto da stare tranquilli.

Statistiche PM10 Legambiente

 

 

 

Maria Lardara
®Eco_Design WebMagazine

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