XV rapporto ISFORT: non solo più auto, ma anche maggiori spostamenti “ecologici”

Le abitudini degli italiani in materia di mobilità

Secondo il quindicesimo rapporto ISFORT, realizzato dall’Istituto Superiore di Formazione e Ricerca per i Trasporti, in collaborazione con Asstra, Anav e Agens, e presentato lo scorso novembre a Roma, in Italia cresce non solo il tasso di motorizzazione, ma anche la mobilità attiva, quella che dunque prevede spostamenti a piedi, in bicicletta e con l’utilizzo di trasporti pubblici.

 

Più auto che bambini

Il primo dato emerso da questa indagine è il seguente: il tasso di motorizzazione ha avuto un incremento del +1,8% rispetto al 2016, arrivando a 63,7 auto ogni 100 abitanti, contro i 62,5 del 2016.

Si registra un aumento del tasso di motorizzazione nell’ultimo biennio in tutte le grandi città, con punte a Catania e Viterbo, e ben il 38,3% del parco auto ha ancora uno standard emissivo fino ad Euro 3; in aumento anche la quota delle vecchie autovetture, ovvero dei veicoli con età superiore ai 15 anni che è salita dal 18,7 al 30,6%. In aumento, però, anche l’acquisto di macchine ecologiche e del car sharing, che coinvolgono però un gruppo ristretto di persone.

Più auto significa anche più spazio per i parcheggi, e dunque zone da cementificare.

Anche l’insicurezza stradale è in crescita: secondo l’Isfort anche se il numero di incidenti è in leggera diminuzione, quello dei decessi per incidenti stradali è cresciuto di circa 95 casi di mortalità in più rispetto al 2016, e anche il numero delle vittime tra gli utenti deboli della mobilità, ciclisti e pedoni, continua ad essere alto: ben 4500 feriti e 600 morti tra di essi. Tali numeri allontanano sempre di più l’Italia dai target di riduzione dell’incidentalità stradale richiesti dall’Unione Europea.

 

Un passo verso la mobilità attiva

Nonostante questi dati iniziali scoraggianti, il rapporto ci dà anche della speranza. Da quanto emerge dalle rilevazioni dell‘Osservatorio Audimob la mobilità attiva è in notevole aumento: gli spostamenti a piedi sono balzati dal 17,1 al 22,5% e quelli in bici hanno superato per la prima volta il 5%.

Anche il trasporto pubblico ha registrato un leggero incremento passando dal 6,6 al 7%.

Da sottolineare anche l’importanza dell’intermodalità, ovvero l’utilizzo combinato di differenti mezzi di trasporto, e dei suoi dati:  anche se si conferma la larga prevalenza della combinazione macchina-mezzo pubblico, essa è passata dal 75,2 al 71,1% e la combinazione tra mezzi pubblici ha avuto un incremento dal 19,8 al 21,1%.

 

Tiriamo le somme

La quota modale delle quattro ruote in Italia nel 2017 si attesta ancora al 58,6%, ancora lontano dalle capitali europee che hanno raggiunto il 35 % dei viaggi in auto e il 36% dei viaggi con i mezzi pubblici. 

Le cause sono riconducibili alla scarsità dell’offerta di mezzi pubblici che talvolta riguarda il nostro paese. Infatti secondo lo studio Isfort nei centri medi e piccoli e in periferia si continua a scegliere l’auto a causa di una scarsa presenza del trasporto pubblico.

Bisogna dunque investire ancora di più sui mezzi pubblici e sulla mobilità sostenibile: l’idea sarebbe quella di inserire ancora più agevolazioni tariffarie, di istituire titoli di viaggio unici per gli spostamenti su ferro e gomma, di permettere il trasporto di bici sui bus oltre che sui treni.

L’aumento però della quota modale della bicicletta e degli spostamenti a piedi fanno ben sperare in un futuro in cui le nuove generazioni abbiano l’opportunità di crescere un po’ meno dipendenti dalle auto.

 

®Eco_Design WebMagazine

 

 

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