Gli obiettivi di Antonio Rainone per l’Agenda 2030 dell’Onu

Dall’Agenda 2030 alle politiche locali: ne parliamo con il presidente e fondatore di Anter

Per la comunità scientifica il countdown è già iniziato. Riuscirà entro tredici anni l’Italia a proteggere l’ambiente e contrastare i mutamenti climatici? La bussola è l’Agenda 2030 dell’Onu con i suoi 17 obiettivi. Obiettivi, non utopie. Vediamo di cosa si tratta.

 

Agenda 2030 dell’Onu: perché siamo lontani dagli obiettivi fissati?

L’Agenda dell’Onu è stata un evento straordinario. A noi interessa sapere dove agire e come contribuire in un movimento globale: tutte le tematiche relative alla sostenibilità ambientale e al contrasto del degrado ambientale ci interessano assolutamente. I 17 obiettivi dell’Onu sono nobili e trasversali. Magari possono sembrare un po’ generici, ma credetemi, era l’unico modo per iniziare. Ci hanno confermato, in realtà, che stavamo andando nella giusta direzione da anni. Siamo ed eravamo già impegnati in azioni concrete in linea con l’agenda dell’Onu.

 

un’immagine della campagna di ANTER, SalviAmo il Respiro della Terra

 

Alcuni esempi?

Pensiamo all’obiettivo 3 dell’agenda: assicurare salute e benessere per tutti. Lo facciamo con opere di sensibilizzazione della cittadinanza sul territorio con il supporto della Federazione Italiana dei Medici Pediatrici (FIMP) e Africa Medical Research Foundation (AMREF). E poi ancora, l’obiettivo 4: fornire un’educazione di qualità. A tal proposito, abbiamo lanciato il format didattico Il Sole in classe, un progetto per i bambini della scuola primaria: siamo presenti in oltre 1.000 istituti in tutta Italia. Assicurare l’accesso a fonti di energie rinnovabili, favorire le industrie sostenibili: sono gli obiettivi 7 e 9 dell’agenda. Da questo punto di vista, Anter oggi vuole essere un interlocutore per tutti i cittadini. Infine, l’obiettivo 15 di ripristinare l’ecosistema e favorire un suo uso sostenibile: è lo scopo del nostro progetto SalviAmo il Respiro della Terra

 

Il Sole in Classe

 

Le politiche ambientali si declinano anche (e soprattutto) a livello locale. Cosa fa Anter per cercare di sensibilizzare le amministrazioni comunali?

Abbiamo la fortuna di collaborare, su tutto il territorio, con una rete di persone straordinarie: i nostri Ambasciatori sono volontari che promuovono i valori e le iniziative dell’associazione. Ci tengo a ringraziarli personalmente per il grandissimo lavoro che stanno portando avanti con Anter.  Nel 2012, avevamo avviato un dialogo con oltre 800 Comuni italiani per il progetto Un Comune per Amico. L’obiettivo era quello di valorizzare le buone pratiche in materia di tutela ambientale nei Comuni “amici”, appunto. I Sindaci sono stati i nostri ospiti al Pala Lottomatica di Roma, in un evento a cui hanno partecipato oltre 7.000 persone. Purtroppo, allora più di oggi, mancava una cultura ambientale diffusa e pochi Comuni sono riusciti a superare le difficoltà per andare oltre una prima dichiarazione di intenti. La nostra determinazione però si è rafforzata con il tempo e nel 2017 abbiamo portato la voce dei sindaci e degli oltre 230.000 associati nei dibattiti del G7 Ambiente di Bologna. Nel marzo 2018 lanceremo una nuova iniziativa e ci auguriamo che cittadini ed enti locali risponderanno con entusiasmo.

 

Maria Lardara

®Eco_Design WebMagazine

 

 

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