Il reddito energetico: quando i pannelli fotovoltaici diventano una misura di inclusione sociale

Non solo sostenibilità ambientale

Nel 2019 i costi delle utenze sono previsti in ulteriore aumento rispetto all’anno precedente. L’energia costa sempre di più, sia in termini economici che ambientali.
Il governo italiano, sollecitato dall’UE, ha presentato alla Commissione Europea il PNIEC, di cui ci siamo già occupati, e che è ora in attesa di approvazione.
Le priorità del PNIEC, per raggiungere l’obiettivo di riduzione delle emissioni di Co2, fissato dalla Cop di Parigi (2015), sono: l’efficientamento energetico e la produzione di energia da fonti rinnovabili (FER).
Inoltre, nel piano si chiarisce che ogni iniziativa intrapresa a livello locale o a livello nazionale deve mettere al centro il cittadino.

Per questo motivo, lo stato italiano ha individuato un attore indispensabile per favorire la transizione energetica: il GSE.
Il GSE (gestori servizi energetici) è una società per azioni italiana, gestita interamente dal Ministero dell’economia e delle finanze ed ha appunto l’obiettivo, attraverso progetti e incentivi, di favorire la transizione verso l’utilizzo di energia rinnovabile. Uno dei progetti di maggior rilievo è il Conto Termico, che incentiva interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia rinnovabile per impianti di piccole dimensioni. I beneficiari sono principalmente le Pubbliche amministrazioni, ma anche imprese e privati, che possono accedere a fondi per 900 milioni di euro annui, di cui 200 destinati alle PA.

Il caso di Porto Torres

 

In questo scenario di transizione energetica, fortemente incentivato dallo stato, si inserisce il progetto del comune sardo di Porto Torres: un raggio di sole per l’inclusione sociale.

Il progetto, subito ribattezzato “reddito energetico”, nasce dopo la firma del protocollo di intesa tra comune e GSE, nel Luglio 2017 e prevede la creazione di un fondo rotativo, al quale possono accedere i privati cittadini, istituito per l’istallazione gratuita e l’utilizzo in comodato d’uso di pannelli fotovoltaici sui tetti delle case. Il fondo, che avrà inizialmente validità di 3 anni dal 2017 al 2021, disporrà di 500 mila euro.

Oltre all’evidente ricaduta benefica sull’ambiente, il progetto risulta importante per la sua valenza sociale. Infatti, il fondo è stato pensato per le famiglie in difficoltà economica, per le quali le spese per le utenze sono inaffrontabili.

 

Tempi e cifre del progetto

 

Per questo motivo è stato indetto un bando, per il biennio 2017-18 mentre in seguito ne verrà indetto un altro per il biennio 2019-2021 rivolto a famiglie meno abbienti.
Nel dettaglio, il comodato d’uso è valido per la durata di 9 anni, automaticamente rinnovabile per ulteriori 9 anni e successivamente per 7 anni, per una durata complessiva massima di 25 anni. Al termine di questo periodo sarà possibile riscattare l’impianto.

Questo produrrà energia sufficiente per il nucleo familiare che vive presso l’abitazione dove è istallato e la rimanente produzione verrà immessa in rete.
Si pensa che la misura possa far risparmiare tra i 150 e i 200 euro di bolletta all’anno.

Il sindaco di Porto Torres Sean Wheeler è molto attivo nel green. Il sito internet del comune ha un’intera sezione dedicata alla green economy e sono in partenza altri progetti, come la creazione di una pista ciclabile totalmente elettrificata.
Per questo motivo, nel 2017, il comune è stato scelto come tester per l’introduzione a livello nazionale del reddito energetico.

Il reddito energetico si allarga

 

A distanza di quasi due anni dalla firma del protocollo di intesa e a qualche mese dalla partenza vera e propria del progetto (che è diventato realtà nel Gennaio del 2019), assistiamo ad un’espansione a macchia d’olio dell’idea anche ad altre amministrazioni.

Infatti, all’inizio di Marzo di quest’anno, è stato approvato all’unanimità, in seno alle commissioni Industria ed ecologia della giunta regionale pugliese, il disegno di legge regionale per l’istituzione di un fondo rotativo regionale, sulla falsa riga del progetto di Porto Torres. Il funzionamento è praticamente speculare, si parte con le famiglie meno abbienti per poi allargare la platea.
Oltre alla Puglia, si sta muovendo anche il Lazio.

Insomma a pochi mesi dall’avvio del progetto del comune sardo, sotto la spinta del governo e con l’aiuto del GSE, sembra che l’Italia si stia finalmente incamminando verso il futuro dell’energia, che vedrà la produzione e il consumo di questa direttamente in loco, senza sprechi.

 

 

Pasquale Pagano

®Eco_Design WebMagazine

 

 

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