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Perché agli italiani piace sempre di più il fotovoltaico

Secondo il rapporto della Fondazione Univerde, la maggioranza della popolazione sarebbe pronta a installare pannelli fotovoltaici

Gli italiani lo considerano sempre più sicuro, pulito e green. E’ sempre più feeling fra gli italiani e il fotovoltaico: l’energia che proviene dal sole piace all’89% della popolazione del Belpaese. Ormai questa fonte rinnovabile riscuote molteplici consensi, come rileva il 16esimo rapporto Gli italiani, il solare e la green economy realizzato da Fondazione Univerde e Ipr Marketing, in collaborazione con Cobat, il consorzio per la gestione del fine vita di pile, apparecchiature, accumulatori. Frutto di un sondaggio che ha coinvolto un migliaio di cittadini, la  ricerca di 36 pagine è suddivisa in tre filoni tematici: Gli italiani e il solare. Il trend, Efficienza energetica delle abitazioni, Focus su storage, recycling e smart cities

I numeri del rapporto

Crescono i consensi degli italiani rispetto al solare: rispetto alla rilevazione del 2017, aumentano del 3% i fautori dei pannelli fotovoltaici mentre gli estimatori delle pale eoliche rappresentano il 68% (+2%). Segue il gradimento per l’energia idroelettrica (35%), geotermica (26%) mentre solo il 4% degli italiani pensa che per il futuro la fonte d’energia su cui l’Italia dovrebbe puntare sia il nucleare. Solo il 5%, infine, preferisce i combustibili fossili. Un quesito posto agli intervistati era formulato così: “Cosa pensa del fatto che l’Italia potrebbe arrivare entro il 2050 al 100% di energia da fonti rinnovabili?”. E il 58% ha risposto che “è giusto provarci anche se sarà difficile”, delineando così uno degli scenari futuri.
“Il 58% degli italiani è d’accordo per un’Italia 100% rinnovabile entro il 2050 anche se lo ritiene un percorso difficile”, è il commento lasciato all’agenzia Adnkronos dal presidente della Fondazione UniVerde, Alfonso Pecoraro Scanio. Che ha aggiunto: “Se si fossero meglio gestite le risorse dell’incentivo agli impianti fotovoltaici, come avevo previsto nel secondo Conto Energia del 2007 che firmai da ministro dell’Ambiente, avremmo evitato molte speculazioni e, con gli stessi soldi, oggi avremmo avuto maggiore potenza installata, meno impianti a terra, molti più tetti solari e meno coperture in amianto”.

 

L’energia solare? Pulita e sicura

Per il 91% del campione il solare è l’energia più pulita e compatibile con l’ambiente ma per il 38% rappresenta comunque una voce di spesa non indifferente.  Ma è una buona notizia che per il 93% degli intervistati si parli dell’energia più sicura (+2% rispetto alla rilevazione 2017). Se è vero che il 65% considera l’energia solare “burocraticamente difficile”, la transizione energetica verso il solare non è più complicata come un tempo. Per il 35% del campione si tratta di “un passaggio tecnicamente complesso”: si tratta comunque del 25% in meno degli intervistati rispetto alla prima rilevazione del 2009.

Cercasi incentivi per il fotovoltaico

La relazione approfondisce anche il capitolo degli aiuti statali. Il 91% degli intervistati ritiene che l’utilizzo del fotovoltaico debba essere incentivato più di prima, tornando agli incentivi una volta in vigore (leggi anche Fotovoltaico: tutto su detrazioni e riqualificazione energetica). E sempre a proposito di burocrazia, il 56% installerebbe pannelli solari anche senza incentivi se solo si eliminassero gli ostacoli burocratici e si facilitasse l’autoconsumo. A tal proposito, a metà novembre il decreto di incentivazione delle energie rinnovabili ha ottenuto il via libera del ministero dell’Ambiente. Nel dettaglio, si parla di incentivi per l’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici in sostituzione delle vecchie strutture in eternit e amianto: il decreto non prende in considerazione solo l’energia che viene immessa in rete, ma anche quella prodotta per l’autoconsumo.

 

 

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