installazione dei fratelli Campana alla Triennale di Milano

Potere agli scarti con i fratelli Campana: design, storia, biografia

Da Sao Paolo al prossimo Salone del Mobile: alla scoperta degli Enfants Terribles del design internazionale

Chi non conosce la loro peculiare, onirica e fibrillante idea di design, insieme originaria e futuribile, semplice, quasi infantile e visionaria e al contempo come imprendibile, pop e sofisticata? Humberto e Fernando Campana, fratelli e enfants terribles del design internazionale, sono un po’ una bandiera della new wave brasiliana, della straordinaria energia economica, produttiva e creativa che oggi ha investito questo meraviglioso ed immenso Paese sudamericano. La famosa Favela Chair, ancora oggi il loro pezzo favorito, la Carton e la Vermelha Chair, realizzata per Edra nel 1991, l’unicità di sedute  che conglomerano rocailles di pezzi di legno riciclato quanto tenere cataste di peluches comic, reperti di un quotidiano di consumo, reliquie camp rese nobili, trasfigurate, talora inquietanti, ne hanno decretato l’affermazione globale.

Favela Chair, Edra (1991)

Favela Chair, Edra (1991)

Chi sono i Fratelli Campana

Humberto, classe 1953 e Fernando, 1961, sono nati a Brotas, città a circa 250 km da Sao Paulo, da una famiglia borghese colta e branchée, padre ingegnere agrario e madre insegnante superiore. L’ambiente lussureggiante di natura, frutteti, la regione che circonda la loro città natale, particolarmente nota per le sue coltivazioni, cascate e orizzonti smisurati, evidentemente deve avere inciso molto sull’immaginario in formazione dei Campana. Da bambini, infatti, se Humberto rifiutava di indossare scarpe e affermava di essere un indio amazzonico, Fernando sognava di navigare lo spazio divenendo astronauta. Fantasia e libertà, il patrimonio di una natura integra, amata e conosciuta per esperienza diretta, che evidentemente da adulti i due hanno saputo tradurre nel loro modo particolare di concepire il design. Trasferitisi nella metropoli paulista, Humberto apre un laboratorio dove produce cesti e specchi incorniciati da conchiglie. Nel 1983, per far fronte a una commissione più ampia e impegnativa del solito, è costretto a chiedere collaborazione al fratello minore, nel frattempo laureatosi in architettura.

Humberto e Fernando Campana

Humberto e Fernando Campana

Le prime mostre

Risale al 1989 la prima mostra personale dei Campana, dal programmatico titolo di Desconfortaveis (Scomodo), presso la Galleria Nucleon di San Paolo. Soltanto vent’anni dopo, nel 2009, il Museo Vitra di Weilam Rhein, in Germania, celebrava la  straordinaria parabola inventiva, l’autonomia di segno e l’energia inarrestabile dei ‘design wonder brothers’, con una grande esposizione in occasione del decennale di fondazione della prestigiosa istituzione. La consacrazione definitiva di un mood espressivo dove si miscelano arte, design, provocazione, humour, sensibilità ambientale e una sottesa vena civica di impegno. Oggi l’Estudio Campana si trova a Santa Cecilia, un sobborgo di Sao Paulo del Brasile, megalopoli da 11 milioni di abitanti. Santa Cecilia è un perfetto punto di osservazione, un crogiolo cosmopolita e multietnico dove studiare la cangiante realtà che ci appartiene, con i suoi immigrati coreani, la colonia ebraica e i nordestinos brasiliani che vi abitano. Il duo sostiene di ammirare particolarmente la poetica di figure quali Shiro Kuramata, Achille Castiglioni, Ettore Sottstass e Andrea Branzi. Fernando ha approfondito soprattutto la cifra comunicativa dell’architettura di Oscar Niemeyer e Le Corbusier. Pur essendo molto diversi, i Campana lavorano in osmosi, in una direzione operativa tesa a umanizzare il design, a gettare un ponte ideale tra purezza di artigianato primitivo, estrosa estemporaneità e le infinite possibilità offerte del cosmo industrializzato contemporaneo.
La loro sfida si è inoltre spinta a tradurre l’identità culturale del loro Paese in molti dei progetti affrontati, reinterpretando in maniera del tutto originale soluzioni che riassumono in sé la valenza spontanea dell’estetica delle tribù più povere e isolate o testimoniano della formidabile inventiva sul riciclo portata avanti dalle favelas, dalla cultura di strada delle maggiori città brasiliane.

Aster Papposus, modello della collezione Edra

Aster Papposus, modello della collezione Edra

Ecodesign d’autore: l’ambiente al centro

Straordinariamente attenti alla sostenibilità ambientale, hanno espresso fin dai primi passi della loro attività una fortissima e consapevole sensibilità in tema di materiali, specie riguardo al recupero e riuso di scarti produttivi ed elementi industriali dismessi. La materia d’altronde, per i Campana è sempre il punto di partenza, sia essa misera, umile, modesta, oppure ricca, opulenta e fastosa, come i marmi e i bronzi usati nel maggio 2009, dove all’Ambasciata brasiliana di palazzo Pamphilj a piazza di Spagna, in collaborazione con la Galleria O, si sono divertiti a mettere in scena una propria spiazzante visione sul barocco capitolino con un’installazione site-specific in diretto confronto con i dioscuri secenteschi Bernini e Borromini.
È la materia stessa a indicare quello che intende essere, mobile, complemento, lampada, ad articolarsi in una triade ermeneutica con forma e funzionalità. Della materia i Campana esaltano miseria e nobiltà, sottolineano la portata dei poveri che creano dal nulla e dai rifiuti, ricorrendo a un ‘disegno di emergenza’. Parlano di una spazzatura, in fondo anche questa figlia del caos, tutta da ‘addomesticare’, da considerare quale territorio da colonizzare, da riconsiderare secondo un nuovo ordine, tramite un’estetica inattesa.
Gli instancabili fratelli Campana saranno protagonisti anche del prossimo Salone Internazionale del Mobile di Milano, dal 17 al 22 aprile, all’interno del Salone Satellite. L’appuntamento dedicato ai designer under 35 si svilupperà attorno al tema Africa / America Latina: Rising Design – Design Emergent con ben 650 designer in erba nei padiglioni 13-15. Da non perdere la mostra curata per l’America Latina proprio dai fratelli Campana: riflettori accesi sul Sud del mondo e sulla ricchezza progettuale dei due continenti.

 

Cesare Maria Cunaccia
®Eco_Design WebMagazine

 

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