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Russia, orsi polari fra le case. Colpa del riscaldamento climatico

Succede nell'arcipelago di Novaja Zemlja, nell'estremo nord della Russia

Negli primi mesi del 2019 sono stati avvistati  52 orsi polari. Tanti, troppi per le circa tremila persone che vivono nei villaggi di Novaya Xemlya, arcipelago russo nell’Artico. Ed è per questo che le autorità hanno dichiarato lo stato d’emergenza di fronte alla massiccia invasione di orsi popolari.
Novaya Zemlya è una delle regioni più a nord del globo, oltre il circolo polare Artico. Dove un tempo le autorità sovietiche sperimentavano i loro test nucleari è in atto un’emergenza climatica emblematica e sintomatica degli effetti del surriscaldamento del Pianeta. Il pericolo si ripresenta ogni inverno. Da dicembre decine di orsi bianchi sono alle porte del villaggio di Belushya Guba. Gli abitanti li vedono cercare cibo, intrufolarsi persino negli androni degli edifici abitati. Una situazione di grande pericolo, soprattutto per i bambini.

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Due orsi sulla terraferma

Da cosa nasce quest’emergenza? Gli orsi polari vivono principalmente sul ghiaccio marino, dove cacciano e si cibano di foche. Complice l’assottigliamento del ghiaccio artico, dovuto ai cambiamenti climatici, gli orsi polari sono dunque costretti a spostarsi: può capitare dunque il contatto con le popolazioni umane dei villaggi più prossimi ai circolo polare. In sostanza, per sopravvivere gli animali non farebbero altro che adeguarsi alle condizioni ostili del loro habitat: da anni l’Artico, infatti, si sta riscaldando più del doppio rispetto al resto del pianeta. Ne parlava già nel 2013 una ricerca degli scienziati Gail Whiteman, Chris Hope e Peter Wadhams, dalla quale risultava che il ghiaccio marino artico fosse in calo di quasi il 13% per decennio.

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Il villaggio Novaya Zemlya sullo sfondo

Diversi scienziati hanno ricondotto alla causa del cambiamento climatico il comportamento aggressivo di un branco di orsi polari che, nel 2016, circondò una stazione meteorologica nell’Artico, tanto da minacciare una squadra di ricercatori russi. Del resto, era il 2007 quando l’ US Geological Survey (agenzia scientifica del governo degli Stati Uniti) avvertì del pericolo per i due terzi della popolazione mondiale di orsi polari che, entro il 2050, sarebbe stata spazzata via a causa del diradamento dei ghiacci marini. Dodici anni dopo, i segnali sono ancora più allarmanti.

 

ph. cover: it.rbth.com

 

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