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Salone del Mobile 2019: occhio alla sostenibilità

Molte le aziende che hanno coniugato il design e la qualità con la sostenibilità, requisito ormai imprescindibile per molti consumatori

La sostenibilità si è dimostrata ancora una volta un elemento essenziale nelle strategie delle aziende del settore arredamento, ma lo è altrettanto nelle modalità di scelta dei consumatori. Non a caso, quindi, il Salone del Mobile 2019 si è dimostrato una vetrina anche per questo. Ma non una sostenibilità avulsa dal resto, che quasi esclude comfort, bellezza e appeal, al contrario un requisito perfettamente coniugato con tutti gli altri.

Senza la pretesa di essere esaustivi, ecco una carrellata sui prodotti e le aziende più interessanti in materia di rispetto dell’ambiente.

Attenzione ai materiali

Sostenibilità innanzitutto nei materiali. Vela è la prima sedia mai realizzata in magnesio, commissionata dall’azienda veneta Magis a una giovane coppia di designer israeliani, Gilli Kuchik e Ran Amitai. Il magnesio ha le stesse caratteristiche meccaniche e di funzionalità dell’alluminio, ma pesa il 30% in meno. Risultato: una sedia molto leggera, durevole e sostenibile (è riciclabile al 100%), pensata per caffè, ristoranti e spazi pubblici che necessitano di una seduta leggera e impilabile.

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Difficile pensare alla sostenibilità quando si pensa alla plastica, eppure Kartell ha presentato al Salone il primo mobile realizzato con l’innovativa plastica, naturale al 100%, prodotta da Bio-On, realtà specializzata nel settore delle bioblastiche. Con Bio-On non solo Kartell ha avviato una collaborazione, ma ha addirittura avviato una stretta partnership acquisendone una quota. Kartell ha scelto uno dei pezzi più rappresentativi della sua storia, il mobile contenitore componibile disegnato nel 1967 da Anna Castelli Ferrari, per realizzarne una versione eco-sostenibile.

Se il tessuto fa bene all’ambiente

Anche tra i tessuti c’è un’interessante novità: è theBreath, un materiale tessile in grado di assorbire le sostanze inquinanti presenti nell’aria ideato da Anemotech, società che sviluppa tecnologie pensate per il benessere delle persone, e utilizzato da Tecno, azienda produttrice di mobili per ufficio, che ha integrato questo tessuto all’interno di alcune sue proposte, rivestendo gli screen del sistema di tavoli Clavis. Anche il brand dell’illuminazione Olev ha lavorato su riduzione dell’inquinamento dell’aria e dei rumori, ricorrendo all’uso di licheni naturali per realizzare i pannelli fonoassorbenti della nuova lampada Poly Esagono Soundless.

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Un pannello pubblicitario realizzato con theBreath

C’è anche chi realizza gli arredi con miceli, filamenti presenti nei funghi: è la Mogu di Maurizio Montalti. E poi ci sono gli arredi e i pannelli vegetalizzati che Alain Gilles ha sviluppato per Greenmood. Ottenuti stabilizzando muschi, licheni e altre piante con una speciale glicerina vegetale, gli oggetti regalano un senso di calma e di pace, migliorando anche il comfort acustico degli ambienti.

Studio Plastique propone invece Out of the Woods, collezione di materiali incredibilmente resistenti realizzati partendo da corteccia, fogliame, spine e resina, utilizzabili per la produzione di arredi e pareti divisori.

Sostenibilità presente anche al FuoriSalone. Nir Meiri Studio ha presentato delle lampade in miceli, mentre Tjeerd Veenhoven Studio ha presentato tappeti realizzati con pelle di banana.

 

®Eco_Design WebMagazine

 

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