Storia di un evergreen: il giardino pensile

Da Nabucodonosor a Boeri: nulla si crea, tutto si trasforma!

Come ormai sta accadendo da diversi anni a questa parte, si sente parlare sempre più spesso di tetti verdi e giardini pensili usati per assolvere funzioni estetiche, ricreative, ambientali ed economiche. La parola “pensile”, dal latino pensilem (che sta sospeso), significa  giardino che sta in alto sorretto da archi, colonne o simili. Se ne parla ogni giorno di più, ma le coperture a verde non rappresentano di certo la novità del nostro secolo.

 

Il retaggio storico è lungo e vanta esempi importanti: dai famosi giardini pensili di Babilonia creati dal re Nabucodonosor II nel 590 A.C.,  ai tetti ricoperti di zolle in Scandinavia, alle ville degli antichi romani. Il corso degli avvenimenti ha portato poi al completo abbandono di questa tecnica, recuperata concettualmente e praticamente da agronomi, pianificatori urbanistici e progettisti solo nel “recente” XIX secolo in seguito ad un’urbanizzazione selvaggia che ha ridotto in misura sempre maggiore gli spazi verdi a disposizione della popolazione.

 

Oggi, attorno ai tetti verdi e ai giardini pensili, si è creata un idea di innovazione, di creatività e di bellezza. Ricordiamoci però che i tetti verdi e i giardini pensili riescono ad assolvere numerosi compiti quali: effetti sul microclima, fissaggio delle polveri sottili negli apparati fogliari , aumento del grado di biodiversità, ovvero della diversità di specie vegetali e animali, influenza positiva sull’ inquinamento acustico, regimazione delle acque meteoriche, isolamento termico, oasi per la fauna ed infine offrono un vantaggio psicologico che l’uomo trae dalle coperture a verde e dal senso di armonia e delicatezza infuso dalla natura.

 

L’uomo, attraverso l’osservazione, lo studio della natura e lo sfruttamento del proprio ingegno, è riuscito ad elaborare le più appropriate tecniche agronomiche e paesaggistiche per realizzare e ricreare intorno a sé ottimali condizioni di vita e di sviluppo delle piante, potendo cosi disporre di piccole porzioni di natura “a casa”. Si ritrovano così coltivate e ambientate perfettamente, nei giardini in città, le stesse specie che vivono in natura in condizioni apparentemente più difficili da riprodurre in ambienti urbani, caratterizzati dal cemento e dall’asfalto.

 

Utilizzando però il verde pensile, un parcheggio sotterraneo può diventare un giardino anziché una superficie di catrame e ghiaia; una grande terrazza o un grande balcone possono diventare dei luoghi, in cui fare vita all’aperto; un tetto piano o inclinato che sia, diventa un bellissimo prato fiorito da ammirare o da vivere. Per poter realizzare tutto questo, nel corso degli anni sono stati effettuati molti studi e sperimentazioni che hanno permesso di regalarci numerosi tetti verdi, terrazzi, balconi da vivere ed ammirare. I tetti verdi, o giardini pensili, apportano innumerevoli benefici all’ambiente urbano ed oltre alle ragioni estetiche più evidenti, sono da elencare i principali motivi che consigliano il rinverdimento delle superfici pensili. Un vantaggio che i tetti verdi apportano è quello dell’isolamento termico degli edifici, poiché una superficie ricoperta normalmente da guaina o piastrelle durante il variare delle stagioni è sottoposta ad uno sbalzo termico che può raggiungere i 100 gradi a causa dell’insolazione e del gelo. Se il tetto ha una copertura a verde, tale sbalzo si riduce drasticamente con benefici effetti per il comfort dei locali sottostanti.

 

I giardini pensili svolgono inoltre una regolazione dei flussi di acqua piovana infatti nelle normali superfici edificate il deflusso delle acque di pioggia è accelerato, sovraccaricando spesso gli impianti fognari, con la copertura a verde invece il deflusso è rallentato e una parte dell’acqua viene trattenuta costituendo una riserva idrica. Un altro effetto vantaggioso consiste nell’ efono-assorbimento ovvero le piante attutiscono i rumori diminuendo l’effetto “cassa armonica” degli edifici urbani.

 

I giardini pensili migliorano inoltre decisamente la qualità dell’aria e del microclima in generale. Infatti, la conformazione delle masse verdi, le funzioni chimiche esercitate sui gas e l’umidità traspirata contribuiscono a trattenere le polveri sottili e, ad eliminare i gas nocivi  quali ossidi di azoto, anidride carbonica ed in generale quei gas emessi dagli autoveicoli.

 

Il giardino pensile potrebbe quindi essere un elemento importante da integrare nella realizzazione di edifici, scuole, uffici, palazzi e tutte quelle strutture adatte ad accoglierlo; non solo per il suo alto valore estetico ed ornamentale, ma soprattutto per la sua comprovata utilità.

 

 

Francesco Massari

®Eco_Design WebMagazine

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