Autostrade elettriche: i tir come i filobus; anche l’Italia avrà la sua eHighway

Nonostante sia stata data dalle maggiori testate giornalistiche italiane (Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Il Sole 24 ore ecc.), la notizia è passata quasi inosservata; eppure l’impatto positivo sulle nostre vite, in un futuro non poi così lontano, potrebbe essere enorme: anche in Italia, dopo USA, Svezia e Germania, sta per partire la prima sperimentazione di eHighway (autostrada elettrificata o elettrica); l’obiettivo dichiarato è quello del trasporto merci su gomma a impatto zero.

 

Una rivoluzione green che vede schierati in prima linea Scania (la famosa azienda svedese produttrice di veicoli industriali), Siemens (multinazionale focalizzata nelle aree dell’elettrificazione, dell’automazione e della digitalizzazione), Cal (Concessioni Autostradali Lombarde, una società del gruppo Anas), il Ministero dei Trasporti e il Ministero dell’Ambiente.

 

L’autostrada prescelta per la sperimentazione è la A35 Bre-Be-Mi (dalle iniziali delle tre province interessate, ovvero Brescia, Bergamo e Milano); la scelta di questa autostrada non è certamente casuale; la Bre-Be-Mi, infatti, a dispetto di tutte le polemiche che hanno accompagnato negli anni la sua realizzazione, è considerata una delle autostrade più moderne del continente europeo , tant’è che nel 2014, alla società realizzatrice è stato assegnato, dal Project Finance International (testata del Gruppo Thomson-Reuters), il «Pfi Yearbook 2014», riconoscimento che va a quegli operatori distintisi nella realizzazione di progetti nei settori dell’ambiente, energetico, bancario e delle infrastrutture. La A35 Bre-Be-Mi ha un’estensione di 62,1 km a cui sono state aggiunte la stazione di esazione di Castegnato e le rampe di interconnessione con l’autostrada A4. La realizzazione dell’infrastruttura ha comportato anche, come specificato nel sito web della società, “la sistemazione a verde di circa 1,5 milioni di mq di aree esterne all’autostrada stessa, sulle quali sono state collocate circa 200.000 piante e arbusti di varie specie autoctone. Sono stati creati, nell’ambito della realizzazione di Brebemi, circa 20 passaggi fauna”.

Come funzionerà l’autostrada elettrica?

Al convegno di presentazione tenutosi a Brescia (Il trasporto elettrico delle merci su strada), Francesco Bettoni, il presidente della A35 Bre-Be-Mi, non ha usato mezzi termini e ha definito il progetto come una vera e propria “rivoluzione copernicana nel trasporto di merci su gomma” in cui la sostenibilità ambientale ha un’importanza centrale.

 

Il progetto prevede, nella fase sperimentale, un’elettrificazione di un tratto autostradale di circa 6 km (tra i caselli di Romano di Lombardia e Calcio, in provincia di Bergamo); in entrambi i sensi di marcia saranno presenti dei cavi elettrici sospesi a circa 5 metri e mezzo di altezza che forniranno l’alimentazione necessaria al movimento di autocarri industriali (forniti da Scania); questi ultimi saranno dotati di specifici pantografi1 (simili a quelli dei filobus) che permetteranno di viaggiare in modalità ibrida.

 

Se la sperimentazione andrà a buon fine (ovvero se saranno verificate efficacia, efficienza e sostenibilità del progetto), e le premesse perché ciò accada sembrano esserci tutte, si passerà alla seconda fase dell’operazione, ovvero l’elettrificazione dell’intero tratto autostradale.

 

L’energia che permetterà il movimento dei veicoli industriali (che qualcuno ha ribattezzato “filotir”) sarà generata da pannelli fotovoltaici (i dispositivi che trasformano l’energia solare in energia elettrica).

 

Va precisato che i veicoli che sfrutteranno il tratto autostradale elettrificato sono mezzi ibridi e non totalmente elettrici; potranno quindi, una volta che il loro pantografo sarà collegato alla rete, viaggiare utilizzando la modalità elettrica senza preoccuparsi di eventuali problemi di autonomia, ma potranno anche, al bisogno, in qualsiasi momento, scollegarsi dalla rete (per esempio, quando intendono effettuare un sorpasso oppure cambiare corsia di marcia) e sfruttare o il motore elettrico alimentato con le batterie oppure il motore tradizionale (in modalità carburante).

Le altre realtà

L’autostrada elettrica è in fase sperimentale già da qualche anno negli Stati Uniti; in California è presente un tratto autostradale, coordinato da personale di Siemens e Volvo, che arriva nella zona portuale di Long Beach e in cui i veicoli industriali si muovono sfruttando i cavi elettrici; praticamente, quando il veicolo supera la velocità di 90 km/h, può collegarsi alla rete elettrica procedendo senza emettere gas di scarico.

 

Per quanto riguarda il vecchio continente, in Svezia (vicino alla città di Gävle) l’elettrificazione è presente da circa due anni nel tratto dell’E16 che collega il Paese alla Norvegia; del resto, la Svezia, da sempre all’avanguardia nella tutela dell’ambiente, si è posta come obiettivo l’eliminazione dei combustibili fossili dal settore dei trasporti entro l’anno 2030.

 

Anche in Germania, da sempre attenta alle tematiche green, ha preso il via il progetto “Trucks for German eHighways” il cui obiettivo è quello di abbattere le emissioni di carbonio nel trasporto pesante a lungo raggio; tra il 2019 e il 2020 è prevista la costruzione di ben tre autostrade elettrificate. Un tratto autostradale elettrificato è già presente da anni nei pressi di Francoforte.

 

Nel momento così particolare che stiamo vivendo (secondo l’ultimo rapporto IPCC , se i vari Paesi non adotteranno provvedimenti importanti per limitare i gas serra, il riscaldamento globale potrebbe superare la pericolosa soglia di 1,5 °C nel giro di una decina di anni), è fondamentale che i vari governi, europei e no, sostengano con convinzione progetti così ambiziosi che mettono l’ambiente al centro.

 

 

 

1 Il pantografo è lo strumento impiegato dai mezzi ferroviari e tranviari alimentati a elettricità per prelevare l’energia dalla linea aerea di contatto.

 

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