Europa, crescono le rinnovabili per riscaldare casa

In Europa il 21% dell’energia impiegata per riscaldare e raffreddare le case proviene da fonti rinnovabili. L’Italia è ancora sotto la media, ma il trend generale è in costante crescita.

La usiamo continuamente senza nemmeno rendercene conto e molto spesso non sappiamo nemmeno da dove arrivi. Eppure l’energia non è  qualcosa che possiamo permetterci di dare per scontato, oggi più che mai. Sappiamo bene che le fonti fossili non sono inesauribili e che pensare di andare avanti continuando a depredare il pianeta del suo petrolio, del carbone, del metano e di tutte le sue risorse naturali non è una strada ormai più percorribile. Ecco perché avere un quadro chiaro della situazione, sapere come e dove viene prodotta l’elettricità che usiamo e in quale percentuale essa provenga da fonti rinnovabili diventa importantissimo.


Energie rinnovabili per riscaldare casa: Svezia prima della classe

A fornire informazioni utili a questo proposito è Eurostat (l’ufficio statistico dell’Unione Europea) che, grazie alle sue statistiche e indagini, ci aiuta a scoprire in modo semplice da dove viene la nostra energia, quanto dipendiamo dalle importazioni, che tipo di energia consumiamo nell’UE e quanto la paghiamo.

Una classifica pubblicata recentemente mostra la percentuale di energia rinnovabile utilizzata dai 27 Stati membri dell’UE per il riscaldamento e il raffrescamento degli edifici. Un consumo particolarmente importante, se pensiamo che esso rappresenta la voce più pesante nelle nostre bollette del gas e che in Europa (e nel mondo)  il 30% della spesa energetica dipende proprio dal consumo domestico, responsabile di circa il 27% delle emissioni nazionali di gas serra.

Da questa indagine emerge che nel 2018 le energie rinnovabili utilizzate a questo scopo nell’Unione Europea hanno rappresentato il 21% dell’energia totale. Dato, questo, in costante crescita dal 2004, quando la raccolta dati è iniziata, attestandosi al 12%.

Nella classifica 2018 l’Italia risulta al di sotto della media europea di 2 punti percentuali, quindi con il 19% di energia rinnovabile utilizzata per il riscaldamento e il raffrescamento

Prima della classe è la Svezia, con quasi due terzi (65%) dell’energia utilizzata  per “riscaldare casa” proveniente da fonti rinnovabili. Seguono Lettonia (56%), Finlandia (55%) ed Estonia (54%), dove più della metà dell’energia utilizzata per il riscaldamento e il raffreddamento proviene da fonti energetiche rinnovabili.

Fanalini di coda: Irlanda e Paesi Bassi (entrambi il 6%), Belgio (8%) e Lussemburgo (9%), dove le fonti rinnovabili hanno contribuito in minima parte alla produzione di energia necessaria per riscaldamento e raffreddamento degli edifici.

La strada da percorrere è ancora lunga, ma l’impegno europeo ha ormai preso la giusta direzione: quella stabilita in risposta alle indicazioni dell’agenda Onu 2030 di puntare a raggiungere  una quota di almeno il 32% di energie rinnovabili nel suo mix energetico.

 

Alice Zampa

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