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Contro l’aria di casa inquinata i consigli di un libro

Intervista a Pier Mannuccio Mannucci, uno dei massimi esperti italiani a livello internazionale nel campo delle malattie cardiovascolari causate dall’inquinamento, coautore del libro “Cambiamo Aria!”

Nell’immaginario collettivo è quello che fa meno paura. Meno temuto ma non per questo meno pericoloso. Anzi. Chi crede di essere al riparo dalle sostanze nocive standosene rintanato nelle quattro mura domestiche, evitando i gas di scarico delle automobili, dovrebbe leggere il libro Cambiamo Aria! (edizione Baldini & Castoldi, prefazione di Umberto Veronesi) scritto a quattro mani da Pier Mannuccio Mannucci (nella foto di copertina), professore emerito di medicina interna nell’Università degli Studi di Milano e già direttore scientifico della Fondazione Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, e dalla giornalista di Focus Margherita Forte.
Un volume di quasi 200 pagine che alza il velo sull’insidia dell’inquinamento indoor, quello che si annida nelle case, uffici, sale d’aspetto, scuole, autobus, biblioteche. Un vero e proprio decalogo di buone pratiche contro l’inquinamento degli ambienti chiusi e aperti (indoor e outdoor) per un approccio scientifico e allo stesso tempo divulgativo al tema della qualità dell’aria. Mentre l’inverno è alle porte riproponendo come tutti gli anni l’incubo delle polveri sottili alle stelle nelle principali città italiane, Eco_Design ha intervistato il dottor Mannucci, autore di numerosi studi sullo smog e uno dei massimi esperti italiani a livello internazionale nel campo delle malattie cardiovascolari causate dall’inquinamento.

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La copertina del libro pubblicato nel 2017

Dottor Mannucci, perché a suo avviso l’inquinamento indoor è meno conosciuto?
In effetti sulle conseguenze negative dell’inquinamento outdoor esiste maggiore consapevolezza. Se ne parla di più anche perché sappiamo che dipendono dalle politiche che, a livello locale come nazionale, vengono attuate dai governi. Se contro l’inquinamento outdoor possiamo fare ben poco, quello indoor chiama in causa in vari modi le nostre azioni quotidiane.
In che modo?
Non è vero che non si può fare nulla: cambiare l’aria dipende sempre da noi. E il libro spiega bene il nesso fra inquinanti e malattie, dall’asma nei bambini agli infarti, offrendo anche consigli pratici per ridurre i rischi personali.

La cucina di casa nasconde molte insidie per l’inquinamento indoor (foto dal sito www.ambienteambienti.com)

Quali sono i fattori di rischio più nocivi dell’inquinamento indoor?
Senza dubbio il fumo passivo di sigaretta. Non basta fumare fuori dai locali in cui si abita o si lavora per evitare conseguenze dannose: il fumatore che rientra dopo aver fumato si porta dentro sostanze nocive che fanno male a tutti gli altri. Altri nemici della qualità dell’aria nei luoghi chiusi sono i fuochi del camino e del gas: bisognerebbe sempre adottare sistemi di ventilazione per le nostre cucine. Occhio anche i fritti e alla cottura con brace che rilasciano Benzopirene e i Cov (componenti organici volatili, ndr).
E i fattori più insospettabili?
Può ingannare, ad esempio, la sensazione di pulito che genera una casa appena rimbiancata. In tante vernici è contenuta la formaldeide, una sostanza cancerogena utilizzata per produrre materiali per l’edilizia. Un altro killer silenzioso è il gas radon, fra le cause principali di cancro al polmone, che può formarsi nelle case al piano terra: per combatterlo serve una regolare ventilazione degli ambienti.
L’inverno è alle porte e si torna già a parlare di misure contro l’inquinamento atmosferico nelle grandi città. Come giudica interventi temporanei come il blocco del traffico?
Utili ma non risolutivi se non si accompagnano a politiche strutturali mirate, ad esempio, a incentivare la mobilità alternativa. Sono misure che nel breve termine hanno un effetto psicologico perché servono a ricordarci che esiste un problema di qualità dell’aria.

 

Maria Lardara
®Eco_Design WebMagazine

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