La COP24 a Katowice nel cuore dell’Europa

Aspettative e polemiche rispetto alla Conferenza Mondiale sul Clima

Si annuncia estremamente importante nonché ricca di polemiche l’imminente Conferenza Mondiale sul Clima (COP24) che si terrà a Katowice, in Polonia, dal 3 al 14 dicembre 2018. Già la decisione di svolgere questo importante appuntamento in quello che è il polo industriale della Slesia non è casuale, in quanto rappresenta il cuore carbonifero dell’Europa.

 

La Polonia, infatti, fino agli anni’80 ospitava sul proprio territorio ben 14 miniere di carbone ridotte progressivamente a due, di cui, oltre quella di Katowice, la più importante è situata a Belchatow, da sola responsabile dell’emissione di ben 38 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno.  Lo Stato Polacco, che dal combustibile fossile ricava quasi l’80% dell’energia elettrica nazionale, è, assieme alla Germania, uno dei Paesi Europei maggiormente responsabili dell’emissione di anidride carbonica e del conseguente inquinamento atmosferico.

 

La scelta di svolgere la COP24 a Katowice ha suscitato le critiche del Governo Polacco che, attraverso il Ministro dell’Energia, non solo ha difeso la dipendenza del Paese dal combustibile fossile ma, convinto dalle multinazionali USA, ha intrapreso foraggi molto elevati di “gas di scisto”, una forma particolare di combustibile fossile ricavabile dalle microporosità della roccia, la cui estrazione, a fronte di riserve non coincidenti alle rilevanti aspettative, oltre a deturpare il paesaggio, crea preoccupanti contaminazioni delle falde acquifere.

 

Ulteriori polemiche ha suscitato la posizione degli Stati Uniti d’America che, dopo essere usciti dagli Accordi di Parigi sul clima siglati durante la COP21 del 2015, hanno deciso di organizzare, su iniziativa del Presidente Donald Trump, un evento collaterale al fine di promuovere l’uso del carbone.

A queste premesse, tutt’altro che incoraggianti, va aggiunta la pubblicazione del Rapporto Speciale sul Riscaldamento Globale, documento rilasciato da IPCC, il Gruppo Intergovernativo sul cambiamento climatico, firmato da 91 personalità appartenenti a ben 44 nazioni di tutto il mondo. All’interno di questo documento gli esperti del settore lanciano una serie di allarmi per il mutamento climatico in atto e un avvertimento rivolto agli Stati affinché adottino misure incisive ed efficaci volte a contenere l’aumento di temperatura per i prossimi anni. Dal rapporto emerge che un surriscaldamento superiore ai 2° C si tramuterebbe in conseguenze irreversibili e catastrofiche per il nostro pianeta. Urge, pertanto, un contenimento dell’aumento di temperatura entro l’1,5° C tra il 2030 e il 2052, misura considerata, dalla comunità scientifica internazionale (Rapporto IPCC), come necessaria per ridurre e prevenire fenomeni di particolare gravità.

 

Le sfide che saranno oggetto di discussione durante la COP24 sono molteplici. La priorità è quella di limitare il riscaldamento globale, obiettivo considerato ancora possibile dagli scienziati, entro l’1,5°C per prevenire fenomeni di caldo estremo, siccità, danni irreversibili per la biodiversità, oltre che per scongiurare il preoccupante fenomeno dell’innalzamento del livello dei mari, che potrebbe mettere a rischio la sopravvivenza di diverse città costiere di tutto il mondo. Urge l’introduzione di una serie di rilevanti modifiche nei settori che maggiormente responsabili dell’emissione di gas serra: energia, industria, trasporti, edilizia e agricoltura. Per poter evitare fenomeni particolarmente gravi è indispensabile ridurre del 45% rispetto al 2010 le emissioni di anidride carbonica. Oltre alle conseguenze climatiche, un aumento di +1,5° C della temperatura globale avrebbe ripercussioni anche sull’economia, con un costo stimato in 2400 miliardi di dollari tra il 2016 e il 2035. Per poter raggiungere tali obiettivi, è necessario aumentare i contributi volontari nazionali disposti dagli Stati firmatari degli Accordi sul Clima di Parigi (2015) che, vista la gravità del fenomeno, sono insufficienti a contenere l’aumento di temperatura.

Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica Italiana

 

L’importanza di questa imminente COP24 è dimostrata anche dall’appello firmato da sedici tra Capi di Stato e di Governo , per l’Italia, dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, affinché vengano adottate misure più concrete ed incisive volte a contenere l’aumento della temperatura globale nei prossimi anni. Nell’appello si ritiene che l’adozione di efficaci misure per la lotta ai cambiamenti climatici non siano solo necessarie di per sé, ma anche che queste creeranno ulteriori benefici collaterali e nuove opportunità per le economie e la società in modo da guidare il pianeta verso un futuro sicuro, pacifico e prospero. Il piano Energia e Clima che l’Italia dovrebbe pubblicare a breve, potrebbe ovviare alle mancanze di politiche ambientali ambiziose, fortemente volute dal Movimento 5 Stelle in passato.

 

Emerge la necessità di un cambio di rotta nelle politiche ambientali ed energetiche adottate dai singoli Stati, che si tramutino nel sostegno ad un’economia circolare basata sul riciclo, sull’utilizzo di energie pulite e rinnovabili che possano costituire, oltre che una fonte di ricchezza, anche una salvezza per il Pianeta. Tali azioni sono avvertite, oramai, come necessarie non solo dagli esperti del settore, ma anche dall’opinione pubblica mondiale. Proprio per fare in modo che i lavori della COP24 vengano seguiti dal più alto numero di persone da tutto il mondo, il Segretariato della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui mutamenti climatici (UNFCCC) ha lanciato un’iniziativa volta a far pervenire ai leader presenti alla Conferenza messaggi scritti da milioni di sostenitori sparsi in tutto il globo, fra cui ANTER stessa (https://anteritalia.org/2050-06c-anter-e-la-ccac-richiamano-lattenzione-del-mondo/). Tale iniziativa permetterà a tutti di seguire in diretta i lavori di una Conferenza sul Clima che mai come quest’anno si annuncia decisiva per le sorti del pianeta e delle future generazioni.

 

 

Luca Battaglia

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