SafeFood, il laser per scovare le frodi alimentari lanciato da Enea

Una tecnologia che consente di rivelare le contaminazioni nel cibo in tempo reale

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I ricercatori Enea lanciano SafeFood, il laser che smaschera le frodi alimentari a disposizione di industrie alimentari e grandi catene di distribuzione: pesce, riso, succhi di frutta, olio, latte e spezie e, in particolare, è stato messo alla prova per la rilevazione rapida di zafferano adulterato. 

Grazie alla nuovissima tecnologia laser “SafeFood” è  possibile scoprire se gli alimenti sono effettivamente di qualità o contaminati con altri alimenti meno costosi. Lo sviluppo di SafeFood è avvenuto nel centro Enea di Frascati.

Questa tecnica laser fotoacustica, garantisce precisione e affidabilità nella rilevazione di alcune importanti frodi alimentari, come quelle che riguardano pesce, riso, succhi di frutta, olio, latte e spezie, in particolare origano e zafferano.

Il laser è stato messo alla prova per la rilevazione rapida di zafferano adulterato. Lo zafferano autentico viene ottenuto da un fiore con tre stimmi che vengono raccolti ed essiccati e per questo è molto costoso. Il rischio è che vengatagliato con un colorante, la tartrazina, o con spezie gialle come la curcuma non è infrequente.

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Per effettuare il test è stato preso dello zafferano puro e poi sono stati preparati vari campioni contaminati, per arrivare a concentrazioni di tartrazina e curcuma del 2%, in modo da testare la capacità del sistema di rivelarne quantità particolarmente basse. I risultati del test sono consultabili qui.

ricercatori stanno lavorando anche  ad un secondo prototipo da utilizzare direttamente nei punti vendita, dagli scaffali dei negozi ai banchi del mercato.

Dal momento che il prototipo non richiede il pretrattamento del campione con reagenti chimici, può essere facilmente utilizzato da personale non specializzato, dopo una breve formazione sul suo utilizzo.

Il laser si basa sulla spettroscopia laser fotoacustica, una tecnica già usata in diagnostica medica, rivelazione di esplosivi e monitoraggio dell’inquinamento e che oggi si avvale delle prestazioni e delle dimensioni ridotte dei laser a cascata quantica. Per funzionare, il sistema utilizza luce e suono.

“Noi prendiamo un campione di cibo, ad esempio qualche milligrammo di zafferano, una spezia relativamente costosa e vogliamo sapere se è autentico. Puntiamo il laser su questo campione e lo moduliamo in potenza, passando dal massimo allo zero, con una frequenza acustica. – spiega il professor Luca Fiorani, che ha lavorato attivamente al progetto, ricercatore del Laboratorio Diagnostiche e Metrologia del Centro Ricerche ENEA di Frascati  –  Il campione si riscalda e si espande, provocando un’onda di pressione ed un suono alla frequenza acustica pari a quella con cui abbiamo modulato il laser. A quel punto possiamo mettere un microfono e sentire l’oscillazione: il suono sarà forte se il campione assorbe fortemente, mentre sarà debole se assorbe poco. Da qui cambiamo lentamente nel tempo la lunghezza d’onda del laser, lavorando nell’infrarosso, dove le molecole organiche hanno le loro impronte digitali. Una molecola organica può assorbire tanto in una determinata lunghezza d’onda, un’altra invece lo farà in una diversa lunghezza d’onda. Lo zafferano, che assorbe tanto ad una lunghezza d’onda di nove milionesimi di metro (micron), può essere contaminato con la curcuma, che costa molto meno e che assorbe a dieci micron. Irraggiando la spezia, vedo dove assorbe e posso scoprire se è autentica o meno”.

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Il laser saràpresto a disposizione delle industrie. È stato firmato un accordo con un’azienda di apicoltura, la Chelab (della Mérieux NutriSciences Corporation), per il controllo della filiera del miele, per rilevare la presenza di pesticidi tanto nel polline quanto nelle api.

Il contratto stipulato punta a proteggere la salute dei consumatori in tutto il mondo e offre una vasta gamma di servizi analitici e di consulenza per prodotti alimentari, ambientali, agrochimici, di consumo, cosmetici e farmaceutici.

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