Smart working, come risparmiare energia lavorando da casa

Con l’emergenza coronavirus lo smart working è diventato la quotidianità di moltissimi lavoratori. Stare tante ore a casa però vuol dire anche consumare più energia. Ecco qualche consiglio pratico per ridurre gli sprechi e risparmiare.

L’emergenza provocata dalla pandemia di Covid-19 ha sensibilmente incrementato la percentuale di lavoratori in smart working. Ecco perché diventa più che mai interessante valutare e monitorare con attenzione i propri consumi energetici. Per chi è abituato a uscire la mattina e rientrare la sera, una permanenza di 24 ore su 24 tra le mura domestiche potrebbe rivelarsi – sotto molti aspetti – un’esperienza straniante e poco familiare. Ridisegnare le proprie abitudini potrebbe portare anche stravolgere i ritmi e gli usi dei propri elettrodomestici, e di conseguenza far lievitare le bollette.

Alla luce di questo diventa utile ragionare sui propri consumi, cercando di ottimizzarli laddove possibile.

 

Smart working, consigli pratici per ottimizzare i consumi

Lavorare da casa ha indubbiamente molti vantaggi. Tra questi il risparmio di tempo e denaro che solitamente impieghiamo per gli spostamenti.

Un aspetto che potrebbe però presentare qualche “criticità” è quello dei consumi energetici, che stando a casa di più, inevitabilmente lievitano. Adottare comportamenti virtuosi e oculati può dunque aiutare a non sprecare troppa energia e a risparmiare.

Sono tanti gli accorgimenti da tenere presente e che abbiamo già affrontato, parlando di consumi elettrici, consumo di gas e attenzione particolare nel limitare la dispersione termica.

Ripercorriamo i punti chiave e i consigli pratici a cui prestare attenzione per ridurre gli sprechi.

  • Prediligere l’uso di lampade a basso consumo, come LED o lampade a fluorescenza.
  • Evitare di lasciare pc e altri device perennemente in stand-by, ma cerchiamo di spegnerli dopo l’uso e di staccare anche tutte le spine degli elettrodomestici, quando non in uso.
  • Rispettare la regolamentazione su accensione e spegnimento dei termosifoni (in base al calendario della propria zona climatica).
  • Diversificare la temperatura stanza per stanza (in base alla nostra permanenza nelle stesse).
  • Areare correttamente gli ambienti.
  • Monitorare i propri consumi attraverso una lettura attenta delle proprie bollette
  • Non tenere temperature troppo alte (l’ideale è stare sui 20 gradi).
  • Non lasciar raffreddare del tutto le stanze, poiché scaldarle nuovamente da principio costa più energia.
  • Chiudere le porte delle stanze per mantenere più a lungo le temperature (soprattutto per le stanze che devono rimanere più calde o quelle che invece possono rimanere più fresche).
  • Valutare l’installazione di misuratori per il rilevamento di calore, che ci aiutano a tenere sotto controllo le temperature.
  • Fondamentale è limitare le dispersioni di calore, adottando tanti accorgimenti anche molto semplici (usare i paraspifferi o sigillare le fessure con silicone), fino a interventi più importanti sui cappotti.
  • Considerare attentamente la possibilità di produrre o acquistare energia prodotta da fonti rinnovabili. Un risparmio per il portafoglio e un beneficio per l’ambiente.

In questo discorso diventa fondamentale prendere in seria considerazione le opportunità di risparmio offerte dalle fonti rinnovabili. Lavorare da casa può diventare lo stimolo per valutare per esempio l’installazione di pannelli solari, per auto produrre così la propria energia elettrica. O di sostituire la vecchia caldaia a gas con una pompa di calore. E ancora iniziare a cucinare con piastre a induzione anziché coi tradizionali fornelli a gas.

Affinché lo smart working diventi ancora più smart.

 

Alice Zampa

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