Plogging, correre facendo bene all’ambiente

Educare i ragazzi a prendersi cura dei luoghi in cui vivono attraverso lo sport!

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Fare attività fisica rispettando l’ambiente che ci circonda. Si chiama “plogging” e arriva dalla Svezia: un’iniziativa a favore dell’ambiente che unisce sport e impegno civile che tutti possono fare, sia adulti che bambini e ancora meglio se la si fa insieme, coinvolgendo intere famiglie o gruppi di amici.

Cos’è il plogging?

Il plogging può essere definito come una nuova disciplina sportiva, riconosciuta a livello mondiale, che consiste nella raccolta dei rifiuti che si incontrano lungo il percorso mentre si praticano jogging o altri sport all’aria aperta. Questa nuova attività sportiva migliora la forma fisica incidendo sul benessere e sulla salute delle persone, offrendo loro la possibilità di fare qualcosa di buono per la natura. La sua genesi è si deve a Erik Ahlström, un runner di Stoccolma che nel 2016 coniò questo neologismo fondendo i termini “plocka upp” (raccogliere) e “jogging”, quindi “raccogliere rifiuti mentre si corre”. Abituato a correre per le strade della sua città, Ahlström rimase stupito dalla presenza di immondizia disseminata sul suo percorso. Così iniziò a raccogliere in prima persona i rifiuti, dando inizio a un’attività che si è diffusa velocemente in tutto il mondo.

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Come fare plogging a scuola?

Nell’attività di ploggin la sicurezza deve essere una priorità quando si raccolgono i rifiuti, specie in questo periodo di pandemia. Ecco perché è richiesto indossare sempre guanti protettivi e mascherina. Ma per evitare di mettere in questa condizione i ragazzi, è possibile ricreare delle situazioni simili, all’interno dei cortili delle scuole o in parchi vicini, che possano stimolare, attraverso giochi didattici, e allo stesso sensibilizzare sulla tematica rifiuti. Questo tipo di attività è affini a due obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite: l’obiettivo 4, ovvero “Istruzione di qualità”, e obiettivo 15 “Vita sulle Terra” .

Si tratta di attività da svolgere preferibilmente all’aperto, in spazi ampi che consentano ai ragazzi di muoversi e fare attività fisica.  Per la realizzazione di percorsi studiati a tal fine è necessario il coinvolgimento di docenti di materie scientifiche e di educazione fisica, creando così un approccio interdisciplinare al tipo di attività che si vuole realizzare, e ognuno di loro sottolineerà i contenuti specifici del proprio insegnamento.

In una prima uscita si può prevedere un percorso di allenamento aerobico che combini un passo di corsa veloce per brevi periodi a intervalli di ricerca e raccolta della spazzatura, che la classe pratica insieme all’insegnante di educazione fisica, per verificare e osservare l’ambiente naturale, e il genere e la quantità di rifiuti disseminati.

Lo stesso percorso, in una seconda uscita, può essere organizzato come gara a squadre e gli studenti si divideranno in piccoli gruppi di “plogger” con l’obiettivo di raccogliere più rifiuti nel minor tempo possibile (30 minuti). Al posto dei rifiuti possono essere posizionati anche rifiuti/oggetti che gli studenti dovranno raccogliere. Ad esempio, si possono consegnare ai giocatori/studenti un certo numero di palline realizzate accartocciando fogli di giornale. Dividere il campo da gioco in aree all’interno delle quale si posizionerà una squadra. Al via i giocatori dovranno lanciare le palline nelle aree avversarie cercando di liberare la propria dalle cartacce lanciate dagli avversari.

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Obiettivi formativi e finalità

I docenti coinvolti valuteranno al termine dei giochi la comprensione del progetto, le buone regole apprese per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, l’impegno e la partecipazione dimostrata e la collaborazione da parte degli studenti. Tra gli obiettivi che si possono raggiungere inserendo percorsi di questo tipo in un ambiente scolastico quello di far conoscere i diversi tipi di attività motoria e sportiva in ambiente naturale ma anche di come utilizzare le abilità/conoscenze apprese in situazioni anche in esperienze di vita quotidiana, quindi non gettare rifiuti per terra, raccogliere o segnalare al genitore la presenza di rifiuti per strada, o essere loro stessi a far presenti comportamenti sbagliati ad amici o familiari che abbandonano rifiuti nell’ambiente.

Agisci per l’ambiente di oggi e di domani, con la tessera anter.

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